POVERA ITALIA…

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In questi giorni ho avuto occasione di vedere al cinema L’ora più buia, il bel film che racconta le vicende di Winston Churchill dalla sua nomina a primo ministro del Regno Unito nel maggio 1940, fino al disperato rimpatrio delle truppe britanniche dalla Francia.
Uscendo dalla sala, pensavo alla grandezza di quest’uomo, alla sua astuzia politica ed alla sua preparazione culturale. Un uomo giusto al tempo giusto: oratore che arringa sapientemente il popolo per tirare fuori i suoi migliori sentimenti patriottici ed il fine stratega che inganna Hitler, incompetente seppur brutale in  confronto a lui.
Un grande personaggio con grandi ideali e la caratura politica per realizzarli. Facendo un parallelo con l’attuale situazione politica italiana, il fato è stato ben avaro con noi sia di personaggi che di idee.
La campagna elettorale che stiamo vivendo è ben poca cosa, scarna di progetti e programmi validi, ma ricca di insulti e colpi bassi, come è nel puro stile italico. Prima regola: guardare al benessere del proprio orticello, prima che al bene di questa nostra Italia “Di dolore ostello, nave senza nocchiere in gran tempesta.” (Nulla sembra essere cambiato dai tempi di Dante).
L’elenco dello scadimento politico e morale è lungo. Possiamo partire da chi proclamava solennemente che si sarebbe giocato tutte le sue carte con il Referendum costituzionale del 4 dicembre 2016, pronunciando frasi come: “Se vince il No finisce la mia storia politica”, “Cambio mestiere e non mi vedrete più”, “Con che faccia potrei restare?”. A un anno e mezzo è rimasto dov’era, con la stessa faccia.
Potremmo arrivare a chi, nonostante processi, accuse imbarazzanti, scandali privati e pubblici, propone con lo stesso tono e gli stessi fogli arrotolati, lo stesso programma politico che dal 1994 attende puntualmente di essere realizzato. Da consumato uomo di marketing, non si è fatto mancare un contratto da firmare, che tanta fortuna gli portò nel 2001.
Infine, arriviamo agli ultimi entrati sulla scena: i parvenu stellati, talmente forti nella volontà di distruggere la situazione presente che non hanno pensato a cosa costruire dopo. Essendo in ritardo, hanno raffazzonato una bozza di programma, pescando un po’ di qua e un po’ di là. Tanto nessuno se ne cura. E’ più interessante capire come mai chi si era illuso di escludere i furbetti dal proprio movimento, all’improvviso se n’è invece trovato circondato.
La novità è che l’attuale governo, nato per fare l’ennesima legge elettorale della storia italiana, ha sì partorito una legge che però, a quanto pare, non garantirà la stabilità. Si vocifera che, dopo le elezioni, verrà formato un governo per fare una legge elettorale per portare il Paese a nuove elezioni. Siamo al colmo.
Mi chiedo se un personaggio della tempra di Churchill sarebbe riuscito a risollevare il nostro Paese dal degrado in cui è affondato, oppure se ci avrebbe rinunciato anche lui. Meglio un whisky e un buon sigaro.

S. Pickwick

 



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