UN MESE CALDO – GLI AVVENIMENTI DI AGOSTO

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Agosto: mese di sole, caldo e vacanze. In questi trentun giorni, più che in qualunque altro periodo dell’anno si cerca di staccare dal lavoro e dai pensieri, di liberare la mente dallo stress accumulato durante l’inverno, per godersi finalmente un po’ di meritato riposo al mare o in montagna, lontano dal proprio ambiente e dalle proprie abitudini.
Il mese di agosto che si è appena concluso, seppur accompagnato da un caldo torrido che conciliava l’idea di vacanza, non ci ha consentito di staccare la mente dalle importanti notizie dall’Italia e dal mondo. Lanci missilistici sull’oceano Pacifico,  attacchi terroristici a Barcellona, un ragazzo morto in una discoteca spagnola a causa di un pestaggio perpetrato da tre balordi. Insomma, questo mese di agosto non ci ha fatto mancare nulla.
Analizziamo le principali notizie del mese appena trascorso, partendo dal principio. Il crescendo delle violenze in Venezuela ha portato all’arresto di alcuni leader dell’opposizione che contrastano l’elezione dell’Assemblea Costituente voluta dal presidente Maduro (sotto nella foto). Secondo loro, l’assemblea potrebbe esautorare il Parlamento nazionale. Va ricordato che, oltre alla crisi politica, il Venezuela sta attraversando una pesantissima recessione, dovuta al calo del prezzo del petrolio, principale risorsa del Paese. Gli Stati Uniti, che contrastano le politiche “bolivariane” di Chavez e del suo successore Maduro, attaccano i risultati elettorali della Costituente, giudicandoli falsati e difendendo quindi le ragioni dell’opposizione. Alcune voci affermano che gli USA avrebbe avuto addirittura un ruolo attivo nell’organizzazione delle proteste di piazza contro Maduro. Inoltre, la fine delle manifestazioni, avvenuto nel giro di pochi giorni, sarebbe la dimostrazione che il popolo appoggi e sostenga comunque l’attuale presidente, con buona pace di vorrebbe mettere mano sul petrolio venezuelano.


A seguito degli accordi tra l’Italia ed il governo libico sull’immigrazione clandestina, le organizzazioni umanitarie preposte al salvataggio dei migranti hanno dovuto sottoscrivere un protocollo d’intesa con il governo italiano. Questo documento obbliga la Libia a soccorrere i migranti nelle proprie acque territoriali e stabilisce regole certe di comportamento che le organizzazioni umanitarie dovranno tenere nel canale di Sicilia. La ONG tedesca Jugend Rettet ad agosto non aveva ancora sottoscritto il protocollo. Il GIP di Trapani Emanuele Cersosimo ha quindi predisposto il sequestro preventivo della nave e del suo equipaggio, fino alla firma del documento d’intesa che sarebbe arrivato nel giro di pochi giorni. L’accordo Italia-Libia sui migranti sembra intanto avere rallentato fortemente un fenomeno che fino a poco tempo fa molti, anche tra le alte cariche dello Stato, non temevano di definire “inarrestabile”. Probabilmente ciò che serviva per arginare un fenomeno anomalo era semplicemente una regolamentazione, oltre alla volontà di farla rispettare.
Alta tensione ad agosto è stata registrata nei rapporti tra gli Stati Uniti (ed i suoi alleati nella zona del Pacifico) e la Corea del Nord. Alle minacce del dittatore Kim Jong-un di imminenti attacchi missilistici contro gli USA, Donald Trump ha risposto con nuove sanzioni, mentre la Cina cercava invano di mediare tra i due litiganti. La risposta di Kim al presidente americano è stata una serie di lanci di razzi al largo del Giappone, mentre gli USA dichiaravano che tutte le opzioni militari contro la Corea del Nord sono sul tavolo, nel caso avesse agito incautamente. La sensazione, ad oggi, è che questa continua spirale di minacce, lanci di missili, parate militari e bicipiti in bella vista, sia solo una tattica ben orchestrata dal dittatore per ottenere ciò che più gli interessa: aiuti economici internazionali per il suo Paese ormai allo stremo.
Più vicino a noi e più pericolosa è sicuramente la minaccia del terrorismo di matrice islamica. Con l’ISIS ormai circondato in Siria e in Iraq, le schegge impazzite in giro per l’Europa che sono state addestrate dai tagliatori di gole, non hanno più nulla da perdere. Chiamate all’azione, colpiscono con i mezzi più disparati, trasformando qualsiasi veicolo o attrezzo in strumento di morte. Il 17 agosto a Barcellona un furgone bianco ha imboccato la Rambla, il lungo viale che arriva al porto della città, e nei seicento metri di folle corsa ha ucciso in totale sedici persone, ferendone altre centotrenta. Il responsabile risulta essere un marocchino di vent’anni, Moussa Oukabir, poi ucciso dalla polizia durante il tentativo di cattura, avvenuto a Cambrils, vicino alla capitale catalana. Negli stessi giorni ad Helsinki, cinque persone vengono accoltellate da un diciottenne marocchino. Un’escalation che, purtroppo, non sembra avere fine.
In questi giorni sono stati arrestati gli autori della terribile violenza perpetrata a Rimini nella notte tra il 25 ed il 26 agosto, ai danni di una coppia di polacchi e di una transessuale peruviana. I tre sono stati picchiati a sangue, mentre la trans ha subito abusi anche sessuali da parte del branco. Si tratta di quattro ragazzi di origine africana, di cui tre nati in Italia, mentre il capobranco è un rifugiato congolese di 20 anni. La Polonia è intervenuta, chiedendo l’estradizione dei colpevoli ed inviando emissari del governo per seguire in prima persona le indagini della Polizia italiana.
Un mese intenso questo agosto, in cui le buone notizie tendevano a lasciare purtroppo il passo alle negative. Confidiamo in settembre, sperando che il rientro sia accompagnato da notizie più positive.

Matteo Orsenigo



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