INTERVISTA A FABIO DE NUNZIO, EX INVIATO DI STRISCIA LA NOTIZIA

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Fabio De Nunzio, pugliese, 52 anni, è stato inviato di Striscia la notizia dal 1997 al 2015 in coppia con Mingo; poi c’è stata la separazione e ora, grazie alla terza edizione del libro Sotto il segno della bilancia, scritto con Vittorio Graziosi, sta girando l’Italia. E’ venuto a trovarci in redazione per un’intervista esclusiva.

Fabio di cosa parla il suo libro?
La prima versione è del 2012, a cui è seguita nel 2015 la seconda edizione e nel 2017 Sotto il segno della Bilancia 3. Parlo delle discriminazioni che devono subire quotidianamente le persone obese. E’ un libro di denuncia contro le barriere che devono affrontare.
Cosa intende?
Mi riferisco, per fare alcuni esempi, alle porte scorrevoli delle banche dove la voce quando entri ti dice “entrare una persona alla volta”, mancando completamente di sensibilità; oppure nei locali o ristoranti con tavoli e sedie avvitate, dove per gli obesi non è possibile sedersi; magari per chi è giovane e in gruppo è l’occasione per sentirsi diverso dagli altri e magari farsi prendere in giro. Stessa sorte su un treno o in aereo con posti decisamente scomodi se non  nelle classi più alte; stesso vale per i posti a teatro o al cinema dove non è possibile assistere agli spettacoli comodamente seduti come tutti gli altri. Aggiungo anche un aspetto che tocca la sanità: le barelle non portano più di 200 kg e per una persona obesa è difficile anche fare degli esami specialistici.
Chi sono i protagonisti del suo libro?
Sono le storie e i racconti della gente che ho raccolto viaggiando per l’Italia e girando diversi servizi con Striscia; sono stati loro che mi hanno dato l’idea di scrivere questo libro. Inoltre mi riconosco in alcune situazioni di disagio che ho vissuto sulla mia pelle.
So che il libro è stato molto apprezzato…
Sì,  ha ricevuto due premi letterari in Sicilia e a Cattolica diversi riconoscimenti e mi hanno assegnato ad Assisi il titolo di Cavaliere della pace, perché questo libro stimola i lettori e chi ha difficoltà.
Stimolo che tocca anche il fenomeno del bullismo…
Esatto, un problema serio che va affrontato; il ragazzo si chiude e si sente diverso dagli altri, quando in realtà siamo tutti uguali. Per questo presento il mio libro nelle scuole di tutta Italia, facendo capire ai ragazzi che ho di fronte, l’importanza sia dell’alimentazione corretta che della lotta contro il bullismo.
In concreto come pensa si possa combattere l’obesità?
In Italia sono 6 milioni le persone obese, il 36% dei bambini: sono numeri spaventosi e per questo bisogna invertire la rotta; le scuole dovrebbero aprire a dei prezzi modici le palestre il pomeriggio, in modo tale che i ragazzi facciano movimento e socializzino tra loro; inoltre  andrebbero tolte merendine e bibite gassate dalla macchinette e introdotte frutta e acqua; inoltre  portare i nutrizionisti a scuola e far seguire i bambini fino alla quinta elementare, non solo alla scuola dell’infanzia. Non basta che il ministero faccia delle pubblicità contro l’obesità, bisogna intervenire in modo concreto. Questa per ora è una battaglia che faccio da solo in collaborazione con le associazioni locali. La vita è un’esperienza continua e come ho scritto sul retro del mio libro “con la forza del sorriso e del buonumore si può superare ogni difficoltà e raggiungere la felicità”.
Ha progetti per il futuro?
Ho un paio di progetti televisivi nazionali in giro per l’Italia da sottoporre ai produttori, sperando di trovare gli sponsor. Nel frattempo continuo a incontrare i ragazzi nelle scuole medie e superiori e a spostarmi in tutta Italia con l’obiettivo di far conoscere queste problematiche e lottare contro il fenomeno del bullismo.

D.V.



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