OSNAGO, RAVASI PARLA DEI GIOVANI E DELLE DONNE

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Giovedì 28 dicembre la Santa Messa delle 18 a Osnago è stata celebrata dal cardinale Gianfranco Ravasi con il parroco don Costantino Prina e fra Emanuele Casiraghi. Con l’occasione sono state festeggiate la leva del ‘42 dello stesso cardinale e del ’47, di cui fa parte anche il parroco, in occasione dei loro 70 anni.
In occasione della ricorrenza dei beati innocenti il cardinale ha affrontato il tema della famiglia,parlando delle figure dei figli, della madre e del padre.
«I protagonisti sono i figli, il futuro della famiglia. Le loro storie sono sempre complesse, in quanto si sta  configurando una nuova gioventù, segno di una grande svolta, data dalla comunicazione – ha spiegato Ravasi – I giovani di oggi si affidano a relazioni fredde, soprattutto tramite i computer. A ottobre si terrà un Sinodo di un mese sui giovani e io stesso studierò il loro linguaggio,  la musica che ascoltano per impararli a conoscere. Affidiamo i nostri ragazzi a Dio, proprio perché ormai in chiesa non se ne vedono tanti. Si parla della fuga dei ventenni, dei trentenni che sono per altre vie: Dio vede i loro percorsi e li deve accompagnare anche quando sentono il desiderio della ribellione, sono senza lavoro o quando subiscono violenza o vivono il male della notte. L’Italia, tra l’altro, lo dicono le statistiche, ha una basso tasso di criminalità, ma purtroppo è il primo Paese in Europa per coloro che uccidono le donne».
Ha così collegato questa terribile realtà con la figura della madre, della donna, rappresentata nelle letture oltre cha da Maria da Rebecca.
«Le donne creano quei capolavori che sono i figli e così Rachele  rappresenta il dramma delle madri che hanno visto la morte del proprio figlio. Nel dare alla luce l’ultimogenito, sta per morire, segno che la vita dopo la morte continua e lei, con tenerezza e delicatezza, riesce a trasmette il dono della vita».
L’ultima figura è quella del padre, di cui la fortezza, e non la forza, è la qualità più importante ed infine si è rivolto ai coscritti del ‘42 e’ 47: «Il peso degli anni è significativo, ma siamo simili alle palme piantate nel  tempio, che anche nella vecchiaia sono capaci di dare i loro frutti e di cantare ancora le lodi del Signore».
Al termine è stata scattata sull’altare la foto di gruppo con i coscritti delle due leve a cui sono seguiti due momenti di festa.

D.V.



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