CERNUSCO, 25 APRILE NEL RICORDO DI MARZABOTTO E PUECHER

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In occasione della cerimonia del 25 aprile le autorità civili, dopo la Messa in chiesa parrocchiale di Cernusco celebrata da padre Illuminato, si sono recate al monumento dei caduti in piazza della Vittoria. Presenti, come da diversi anni, alcuni bambini delle classi quinte che hanno tenuto la bandiera tricolore e letto alcuni loro pensieri.
Accogliendo l’invito a  partecipare alla celebrazione per la ricorrenza del 25 aprile, i bambini di quinta si sono chiesti quale fosse il significato di questa giornata storica e cosa  volesse dire ricordare il passato e il periodo della Resistenza, in particolare dopo la visita d’istruzione a Marzabotto, dove nel 1944 sono morti numerose famiglie. Hanno così letto dei pensieri sulla loro esperienza vissuta con i loro insegnanti e il signor Carlo Cerato in rappresentanza dell’Anpi.

A fare eco alle loro toccanti parole, la riflessione del primo cittadino Giovanna De Capitani che ha espresso anzitutto il suo disdegno nei confronti di quanto successo la scorsa sera a Milano ad opera di alcuni ultras della Lazio che hanno innegiato Benito Mussolini con tanto di striscione e saluto romano. Ha così ricordato la storia della Seconda Guerra mondiale sul territorio di Cernusco per poi della figura di Puecher a cui è anche intitolata una via del paese.
«Il trascorrere del tempo non deve far dimenticare il nostro passato per perseguire con tenacia i valori della pace e della solidarietà. E’ importante per questo essere qua ogni anno per far sentire la nostre voce su questi ideali – ha proseguito il sindaco – Non dobbiamo provare risentimento  per il popolo tedesco attuale, ma solo verso chi ha seguito Hitler in quegli anni ma ricordare il 25 aprile come giorno di liberazione e della fine di una terribile guerra. In particolare ricordo la figura di Giancarlo Puecher, una delle figure rilevanti della Resistenza lombarda che fu fucilato al cimitero di Erba a soli 20 anni solo perché era partigiano. Partigiano e cristiano, studente serio, bravo figlio, era puro nei sentimenti ed escludeva nel suo animo ogni forma di vigliaccheria. Prima di cadere travolto dalla raffica nel 21 dicembre del 1943 gridò viva l’Italia e fu ispiratore di diversi movimenti patriottici tra cui prese spunto anche la figura di Teresio Olivelli. Con impegno  e volontà ciascuno di noi deve continuiarea far rivivere i valori del 25 aprile e di chi come Giancarlo Puecher ha combattuto ed è morto per renderci liberi. Mi auguro che sia una giornata di festa per tutti noi!».
Non sono mancati un pensiero per Giovanni Appoloni e il ricordo per l’alpino Walter Rocca, scomparso l’anno scorso a cui è intitolata la mostra di Effeotto che verrà inaugurata sabato 27 alle 17.

D.V.



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