CERNUSCO, ADDIO A GIULIO FERRARIO

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Terribile scontro in moto domenica 16 luglio lungo la strada provinciale per Foppolo; morto Giulio Ferrario (nella foto) la sera stessa (è stato lui stesso a  chiamare i familiari dopo il tragico schianto contro un’auto probabilmente tagliando la curva); nativo di Cernusco e residente a Lomagna,  65 anni lo scorso 25 aprile, Giulio lavorava  presso la K-Tex in attesa della pensione. Per anni aveva lavorato presso la merceria Da Giulio e Mery in centro paese, in piazza della Vittoria. Tra i suoi grandi hobby amava lavorare con il legno e ferro e creare oggetti, vere e proprie opere d’arte. Stabili e fuori pericolo le condizioni della moglie Simona Crippa, insegnante di francese all’Istituto Viganò di Merate; era in pensione da alcuni anni ed entrambi si dedicavano in questo ultimo periodo ai loro hobby, a gite e viaggi. 

LA TESTIMONIANZA DELLA SORELLA SILVANA

Domenica 16 luglio, ore 15.47. Una data e un’ora che non posso dimenticare perché in quel momento mio fratello Giulio e mia cognata Simona avevano appena avuto un frontale con un’auto. Non so alcunché della dinamica dell’incidente, se non quella riportata dai giornali. Io so solo quello che mi ha detto Giulio, quando l’ho richiamato, dopo aver perso la sua telefonata su whatsapp delle 15.47. Mi ha risposto un soccorritore che me lo ha passato.

«Abbiamo avuto un incidente vicino a Foppolo,  mi hanno tagliato la strada. Sono ancora a terra con le gambe rotte».

Poi mi ha raccomandato di non dire nulla al figlio Niccolò che era partito il giorno prima per la Croazia. Era lucido e apparentemente tranquillo. Nel frattempo mia sorella Mariateresa aveva saputo dal 112 che Giulio sarebbe stato portato all’ospedale papa Giovanni XXIII di Bergamo, dove l’ho raggiunto insieme a mio marito. Simona non era ancora arrivata, perché lei, a differenza di Giulio, trasportato con l’elicottero, sarebbe arrivata in ambulanza più di un’ora dopo. Dalle 17.15, ora dell’arrivo in un Pronto soccorso gremito di gente con diversi codici rossi, fino alle 20.15 circa, non ho avuto che frammenti di notizie, fino a quando mi hanno fatta entrare in una stanzetta spoglia, in cui ho percepito fin da subito la realtà della situazione. I due medici del pronto soccorso hanno ricostruito la dinamica del loro intervento, ma prima che concludessero ho capito che Giulio se n’era andato. La dottoressa mi ha abbracciata, il personale è stato molto umano, ma mio fratello era morto, mia cognata versava in condizioni critiche e mio nipote era all’estero e dovevo dirgli la verità. A tarda sera, alcuni amici di Giulio, appena avuta la notizia del decesso, sono accorsi all’ospedale, nonostante l’ora, per vederlo per l’ultima volta. Quando la mattina seguente, la voce della sua morte è rimbalzata a Cernusco e dintorni, è stato tutto un giro di telefonate. Parenti, amici, conoscenti, colleghi ed ex alunni di mia cognata ci hanno fatto sentire la loro presenza. Abbiamo ricevuto tanta vicinanza e tanto affetto e vorremmo ringraziare tutti per esserci stati vicini. Mi sono stupita anch’io di quanto Giulio fosse conosciuto, stimato e ben voluto e mi accorgo di aver avuto un fratello speciale, sensibile e dotato di grande umanità. E’ vero, le persone si celebrano quando vengono a mancare, ma è in quel momento che, abbandonando ogni riservatezza, chi rimane vuole ricordare il proprio caro sottolineando meriti e virtù e ribadendo l’importanza che hanno avuto per loro.

Le esequie sono state celebrate da don Alfredo Maggioni e don Dionigi Consonni in parrocchia mercoledì 26 luglio in una chiesa gremita. 

IL RICORDO E L’AFFETTO DI MARIATERESA E DEGLI AMICI

«Solo quando perdi una persona cara ti accorgi del vuoto che ha lasciato. Un personaggio, mio fratello Giulio, piuttosto complesso, ma limpido nelle sue scelte di vita. Un uomo che ha sempre assunto le proprie responsabilità e portato avanti con caparbietà ogni valore che ritenesse esser giusto. Il suo maggior pregio aiutare gli altri responsabilizzandoli per non farli sentire in difficoltà. A tutti coloro che lo hanno conosciuto, amato e ne hanno apprezzato la generosità e l’onestà dico grazie e a suo figlio che dovrà ritirare il suo testimone, dico che deve andar fiero di cotanto padre. Ciao Giulio, un abbraccio da tua sorella, Mary».

Non sono mancati i messaggi di affetto dei suoi amici sulla sua pagina Facebook. «Ora potrai sciare sulle nuvole del paradiso. Ciao Giulio, maestro di vita» è il ricordo di Mattia Vivaldi; «Quella casa dietro al campo di grano con le montagne che portano all’infinito non ti vedrà, ma ti ritroveremo ogni volta che vorremo guardare oltre, ovunque un paesaggio aperto aprirà la nostra visione d’insieme. Rimarrai sempre un amico presente anche se lontano. Basterà aprire la finestra e guardare oltre la nostra esistenza quotidiana. Ciao, caro amico» ha scritto Antonio Senaldi. «Difficilmente ho conosciuto una persona come te, concreta ma incredibilmente sensibile, energica ma sorprendentemente delicata…» ha scritto Elisa Cevenini. «Caro Giulio ho aspettato troppo a mandarti un messaggio. Ci siamo visti a un funerale a Osnago qualche mese fa e poi non più. Mi chiedevo dove fossi e come stavi. Ci hai tirato un brutto scherzo e ci mancherai tantissimo con tutto il cuore» ha scritto Silvana Pomarico; «Giulio amico caro, dovevamo incontrarci da tempo e ce lo ripetevano al telefono. Ci incontreremo ancora, ma ora rimarrai stampato nel mio cuore con tutti i ricordi delle cose belle fatte assieme. Non ti dimenticheremo»è il messaggio di Gianna e Umberto Tassini.

La redazione si stringe intorno al figlio e alle sorelle di Giulio per la sua tragica e prematura scomparsa.



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