CERNUSCO, INCONTRO CON MARCO INVERNIZZI

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A cura della commissione Biblioteca comunale di Cernusco si è svolto venerdì 24 novembre l’incontro con Marco Invernizzi, autore del libro Errare è umano – Il giro del mondo in bicicletta.
Un nutrito gruppo di persone si è ritrovato in biblioteca per vivere l’esperienza di questo ragazzo che il 19 luglio 2015 è partito da Cuggiono, Comune del Milanese e suo paese natale, per un viaggio lungo un anno, percorrendo 35 mila chilometri, passando 35 paesi, pagando l’alloggio per dormire solo per dieci notti (per le altre sistemandosi ovunque con la tenda, nelle chiese, nei posti di polizia o accolto dalle persone) e conoscendo un’infinità di “fratelli”. Perché in bicicletta? Perché secondo lui era il modo migliore per godere il panorama e rimanere in contatto con la gente. Perché il giro del mondo? Perché dopo il primo viaggio a Barcellona percorrendo 1400 km e a Oslo, percorrendone 3500 era nato in lui il desiderio di andare oltre, più lontano. Ha lasciato così per un anno, un tempo ragionevole per attraversare tutti i continenti senza crearsi difficoltà dal punto di vista economico, la sua attività lavorativa consolidata pur continuando a tenere i contatti, ha venduto la macchina e ha dato in affitto l’appartamento.
Una serie d’immagini proiettate ha illustrato il percorso fatto in completa solitudine, mostrato paesaggi, gente incontrata e luoghi che l’hanno ospitato. Al termine è stato dato lo spazio ai presenti che, incuriositi da questa esperienza, hanno posto molte domande tra le quali qual è stata la parte più difficile del viaggio, il ricordo più bello, il paese più ospitale e se ripartirà per un’altra avventura.
«La parte più difficile è decidere di partire, si parte non consapevoli di quello che succede e dopo due o tre mesi si realizza quello che si fa, io sono partito con la convinzione che tutti siano buoni, che non ci siano estranei ma solo amici da incontrare – ha risposto l’autore del libro. Il ricordo più bello è stato la disponibilità della gente nell’ospitarmi e nel mettere a disposizione quello che avevano, i più accoglienti sono stati i paesi poveri. Ripartirò sicuramente ma mi piace la vita qui, ho le mie radici e sono felice di stare qui».
Al termine della serata l’autore si è concesso ai presenti autografando il libro il cui titolo Errare è umano prende spunto da errare nel senso di girare, vagare, peregrinare.
«Ho deciso di scriverlo più per volere di altri che me l’hanno chiesto, poi ci ho preso gusto perché ho capito che sarebbe stata un’occasione unica non solo per descrivere la mia avventura ma anche per fissare riflessioni importanti».

M.C.



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