CERNUSCO, INDAGINE SULLE PERSONE ANZIANE

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Un attento pubblico ha partecipato sabato 11 novembre all’esposizione dei dati raccolti nell’indagine conoscitiva sulla condizione dei residenti anziani nel Comune di Cernusco, che si è tenuta nel pomeriggio presso la sala mostre di piazza della Vittoria.
Dal 1 marzo  all’11 luglio 2017 sono state effettuate a domicilio le interviste dalla volontaria della Leva Civica Laura Colnaghi cui è seguita una registrazione e rielaborazione dei dati raccolti. Il questionario è stato sviluppato in collaborazione con i Servizi sociali comunali sulla base di recenti esperienze di altri Comuni come Paderno e Calco.
Il sindaco Giovanna De Capitani (a sinistra nella foto), dopo aver fatto un breve discorso introduttivo nel quale ha spiegato l’importanza di raccogliere informazioni sui bisogni con colloqui diretti per poter dare risposte concrete, ha dato la parola all’assessore alle Politiche Sociali Ferruccio Conte (a destra nella foto) che ha illustrato la situazione sviscerando alcuni dati. «Il numero di anziani che supera i 75 anni è di 447 persone, circa l’11,5% della popolazione residente; la popolazione che ha accettato di essere intervistata si divide in due gruppi numericamente equivalenti tra i 75 e 80 anni e tra 80 e 90, gli ultranovantenni rappresentano solo il 6%. Ci siamo concentrati sugli over 75, dove l’anziano diventa più fragile emotivamente ma anche economicamente, cioè più suscettibile a diventare fragile e da qui la necessità di un intervento (fornitura di servizi) adeguato ai bisogni rilevati».
E’ stato poi il turno della relatrice Laura Colnaghi che ha illustrato i dati emersi dall’analisi dei cinque capitoli in cui è stato suddiviso il questionario: nel primo, relativo all’abitazione, emerge che il 77% degli anziani vive in una casa di proprietà al piano terra e senza problemi di riscaldamento e di servizi igienici. Riguardo alle problematiche relative alla mobilità e ai trasporti affrontate nel secondo capitolo il 75% è in grado di muoversi autonomamente fuori dalla propria abitazione e con tutti i mezzi possibili, il 78% afferma di deambulare senza alcun ausilio e il 78% si ritiene autosufficiente. Oltre l’80% conosce il servizio fatto dai volontari della Vo.ce. Il terzo capitolo che esplora le attività quotidiane relazionali svolte nell’ultimo mese indica che la televisione è utilizzata in oltre il 90%, l’attività sportiva leggera il 41%, la frequenza al centro anziani nel 40% dei casi, mentre la passeggiata quotidiana è effettuata solo dal 53%. I rapporti con le persone avvengono prevalentemente nell’ambito famigliare e con amici solo per il 25%. Riguardo ai bisogni personali citati nel quarto capitolo il 90% degli anziani sa usare il telefono e assumere farmaci in autonomia, solo il 57% è in grado di fare la spesa, l’80% è in grado di cucinare, il 63% si prende cura della casa. E’ quasi completa l’autonomia nel vestirsi (90%) e nel lavarsi (89%). Le preoccupazioni maggiori sono per la delinquenza (29%), per la propria salute (25,3%) e in modo minore per la perdita di autonomia (7,6%). Per quanto riguarda la conoscenza dei servizi affrontata nel quinto capitolo, è diffusa: AD (74,5%), Pasti a domicilio (80,4%), Teleassistenza (72%), Contributi economici (72,5%), Soggiorni climatici (75,9%). Il 73% riterrebbe importante la costruzione di un Centro Diurno e il 72% l’attuazione di un punto informativo per avere delucidazioni sui servizi e sulle procedure.
Precise indicazioni sono arrivate dall’indagine che, come ha detto l’assessore, ha creato una forte vicinanza tra intervistatore e popolazione, che ha espresso apprezzamento per l’attenzione dedicata. La realtà nel complesso risulta positiva, il livello di autonomia degli anziani è buono e supportato dalla rete famigliare. Ci sono realtà sociali integrate accanto a situazioni frammentarie o chiuse nell’ambito famigliare. Purtroppo la biblioteca comunale è scarsamente frequentata e gli anziani non sono interessati a ricevere libri a domicilio. Da alcuni intervistati non nativi del territorio è emersa la difficoltà nell’integrarsi in gruppi e associazioni. La maggiore preoccupazione in questa fascia d’età riguarda la condizione di insicurezza nei confronti della delinquenza contro la quale la popolazione anziana si sente indifesa.
«I dati rilevano il tessuto sociale, il paese è piccolo ed esiste il timore verso chi non si conosce così come la diffidenza incontrata nell’intervista – ha concluso il primo cittadino –  Tra vent’anni avremo più persone anziane e dobbiamo essere in grado di rispondere ai loro bisogni. La popolazione ha un discreto benessere ed è supportata da famigliari e badanti ma è nostro compito difendere gli anziani dallo stato di insicurezza che circonda noi tutti ma in particolare loro che risultano più indifesi».

M.C.

 



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