CERNUSCO, L’EX SINDACO GUZZON CONTRARIO AL PROGETTO DELLA PIAZZA

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Riceviamo e pubblichiamo lo spunto di riflessione sul progetto di riqualificazione di piazza della Vittoria dell’ex sindaco di Cernusco Angelo Guzzon (nel riquadro a destra) dall’83 all’88. E’ stato anche assessore ai Servizi sociali con sindaco Antonio Conrater e  vicesindaco dal 2001 al 2006 con primo cittadino Sergio Bagnato.

Spett.le redazione,

vi  trasmetto queste mie semplici riflessioni in merito al progetto comunale di riqualificazione di piazza della Vittoria, con la speranza di suscitare interesse e approfondimento in proposito. 
L’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale ha registrato che in Italia nel 2017 cemento e asfalto si sono mangiati 52,1 chilometri quadrati di territorio naturale.
Ebbene, guardando il progetto di riqualificazione di piazza della Vittoria, con la formazione di una “piazza interna”, sembra proprio che la nostra Amministrazione comunale voglia dare il suo generoso contributo a questa avanzata del cemento e per costruire cose che secondo me non servono:

  • Casa delle associazioni di 460 metri quadrati: che cosa ce ne faremo degli spazi attualmente occupati dalle nostre associazioni?
  • Struttura protetta per anziani, circa 10 minialloggi con spazi di svago e infermeria. E’ un progetto realistico? Una persona anziana ama la sua casa, con tutti i suoi ricordi e comodità. Quando perde l’autonomia prende una badante o va mestamente in casa di riposo, dove c’è il medico, gli infermieri, il personale di servizio, anche di notte. Va detto che il Comune possiede già una cinquantina di alloggi: si abbia cura di questi, anche perché non rimangono a lungo inabitati, come sta succedendo.
  • Sala conferenze da 150 posti e spazi espositivi: abbiamo la sala civica, il grande atrio della scuola elementare, già usato per incontri con oltre 200 persone; poi c’è la convenzione per l’uso del teatro dell’oratorio. Tutto questo non basta?
  • Ampliamento del Centro anziani: è proprio necessario?

Considerando la cosiddetta “piazza interna”: interessa l’unica e preziosa area pubblica verde, posta nel cuore del paese. Secondo me la sua vocazione è di essere un’area ricreativa, di gioco, di svago, con alberi e prati che non siano ridotti a fazzoletto. Di asfalto qui ce n’è fin troppo.
Quanto alla piazza della Vittoria, non è una piazza artificiale, ma ha una sua storia che viene da tempi remoti e il fatto che vi sia stato costruito il primo municipio con l’adiacente ambulatorio è una conferma della sua felice posizione rispetto al paese. Secondo me le due arcate laterali non sono da abbattere. L’insieme di quelle facciate merita di essere conservata. Si abbatta pure il brutto edificio verso le case comunali e si ristrutturi l’ambulatorio.
A proposito del monumento, va ricordato che vi sono incisi i nomi dei 50 giovani, morti in guerra nel fiore degli anni. A memoria di questo grande strazio di tutto il paese, è stato eretto il monumento, posto alla convergenza delle tre vie principali, in modo da essere ben visibile ai passanti, per ricordare a tutti cosa sia la guerra. E’ proprio il caso di spostarlo per questioni viabilistiche? Perché non vietare l’accesso delle auto ad eccezione dei residenti e disabili? Ci sono possibilità di parcheggio su aree adiacenti e poi quattro passi fanno anche bene.
I tigli sono troppo esuberanti; hanno bisogno di una esperta potatura di contenimento. Quanto a parcheggi, penso al grande spazio interrato della scuola elementare parzialmente occupato dagli operatori ecologici. Forse è possibile, facendo qualche modifica di accesso, adibirli a parcheggio per il personale scolastico. Si alleggerirebbe il parcheggio antistante la scuola. Una volta c’era fame di pane, ora c’è fame di parcheggi.
Infine rivolgo un ricordo all’assessore Ermanno Lavelli, che, una trentina danni fa, ha fatto ristrutturare, oltre all’ambulatorio, anche la simpatica casetta degli Alpini: perché abbatterla?

Cordialmente,

Angelo Guzzon



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