CERNUSCO, L’ULTIMO SALUTO ALL’AMATO CARLETTO

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Un intero paese ha reso omaggio lunedì 23 gennaio a Carlo Fumagalli, per tutti Carletto del Castello, l’87enne deceduto dopo il tragico incidente di domenica 8 gennaio.
Parenti, ex sindaci, il sindaco in carica Gennaro Toto, gli Alpini, Francisca Lurani, i numerosi amici e conoscenti. Per ognuno di loro Carletto è stata una presenza viva, un personaggio unico, disponibile e attento a ciò che succedeva attorno a lui, partecipe della vita di Cernusco Lombardone.
Lo è stato come cittadino e come alpino, rimanendo sempre se stesso, nella sua semplicità. Carletto era il paese di Cernusco, era il Castello dov’era nato e cresciuto e che fa parte della storia cernuschese, era l’alpino chiamato a presenziare le cerimonie, a sostenere le associazioni locali, ad aiutare nelle emergenze.
Era il cliente affezionato del bar Biella, il caffè di metà mattina da bere in compagnia, la pacca sulle spalle per gli amici, il sorriso rivolto alle signore… Era… purtroppo,  ma  è impossibile dimenticarlo.

 

A ricordarlo durante la cerimonia prima il parroco don Alfredo Maggioni  che, durante l’omelia, ha invitato i presenti a dire bene di Carletto, a benedire la sua vita, evitando inutili maldicenze e a pregare per lui. Dopo la Comunione sono stati letti la preghiera dell’alpino e il pensiero di Federico, figlio di Francisca Lurani (sotto nelle foto), figlia del conte Giovanni, presente alla cerimonia e che ha fatto realizzare un cofanetto  di rose rosse deposto ai piedi del feretro che così diceva: «Ho un ricordo meraviglioso e pieno di affetto: io di Carletto ricordo la costanza, ma intesa come costante unione, con la U maiuscola, sempre presente; è stato testimone presente della storia della nostra famiglia. Con Carletto se ne va un pezzo della nostra storia, dei Lurani di Cernusco. Tuttavia non dobbiamo essere oltremodo tristi, ma dobbiamo gioire di aver goduto del suo occhio vigile e della sua anima dolce nel mantenere la nostra, seppur passeggera, impronta  nella storia di Cernusco fino a oggi. Carletto nacque Fumagalli, ma per me nel più piccolo si addormenta Lurani. Riposa in pace e grazie!».
Infine all’uscita della chiesa il saluto delle numerose penne nere che hanno accompagnato il feretro sul piazzale intonando la canzone Signore delle cime. La salma è stata cremata e ceneri verranno deposte nel cimitero locale.

N.C. e S. F.



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