LA PAZ, LA VITA DEI RAGAZZI DI STRADA

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Con gli ultimi giorni si intensificano le attività, mentre alla casa de Fraternidad i lavori continuano e il primo piano e il secondo piano prendono forma;  la sera di mercoledì portiamo api (bevanda a base di mais) e pane ai ragazzi di strada.
Bisogna ovviamente cercarli e incontriamo i primi in centro: dopo i primi saluti, questi salgono sulla nostra camionetta dopodichè andiamo alla ricerca di altri nelle zone più alte di La Paz. Trovarli non è semplice, sono nascosti, o rannicchiati a dormire all’aria aperta nel buio della città. Portano con sé i loro segni sul volto, il loro odore di vuelo (colla che sniffano su un rotolino di lana ndr)… Diamo loro una bevanda calda e del pane. La domanda più frequente che chiedono è quando riapre il dormitorio e dove si trova… Con un po’ di pazienza si spera tra qualche settimana: le camere sono quasi pronte, il resto ovviamente a piena terra, con cucina e bagni comuni, è ancora tutto da realizzare.
Tra questi ragazzi ci sono i “chicchiricchi”, giovani sui 15/18 anni che, in centro La Paz, si occupano di pulire i vetri alle auto di passaggio. Ad alcuni di loro riusciamo a strappare la promessa l’indomani di aiutarci, che saremmo passati a prenderli per portarli alla casa per pulire i vetri della casa. Li lasciamo nel cuore della notte al loro destino nel freddo della città.
La mattina seguente alle 9.30 passiamo a prenderli e li portiamo alla casa: sono quattro, ma nel cammino due si perdono, o meglio decidono di scendere; decisamente malandati, non riescono a stare lontani dal vuelo.
Così mi trovo sul retro della camionetta con Luis Moìses e Andrès sul tragitto che porta al dormitorio.
Luis inizia a parlare di sé e di calcio. 15 anni, nome d’arte Ronaldinho, suo padre è morto due mesi fa, mentre la mamma l’ha abbandonato da piccolo. Ha provato a vivere presso la famiglia della nostra responsabile, ma non è facile per loro vivere con delle regole… la volontà di suo padre, prima ancora che morisse, ha avuto la meglio e così ora Luis vive in strada e di giorno lava i vetri delle auto.
Andrès 18 anni, anche lui orfano, sul volto porta ancora i segni del linciaggio subito dalla polizia a colpi di manganello. Arrivati alla Casa de Fraternidad cominciamo a pulire i vetri, con i loro “attrezzi del mestiere”, acqua, detersivo e giornali…  Per pranzo offriamo loro un pasto e non manca l’invito della responsabile di tornare i giorni a seguire perché i vetri sporchi sono tanti e vanno puliti e passati bene. L’occasione è così quella di tenerli lontani il più possibile dalla strada e avvicinarli nel frattempo alla nuova struttura che potrà ospitarli la notte e chissà, magari un domani offrire loro la possibilità di iniziare una nuova vita.

D.V.



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