LOMAGNA: L’INCONTRO SUI MIGRANTI DIVIDE LA COMUNITÁ

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Numerosa l’affluenza di pubblico all’incontro sulla situazione migranti a Lomagna e nella provincia di Lecco, organizzata dal Comune lo scorso martedì 20 settembre. I numerosi cittadini presenti sono accorsi per ascoltare le parole del sindaco Stefano Fumagalli e dell’ospite della serata, il sindaco di Casatenovo e presidente della conferenza dei sindaci della provincia di Lecco Filippo Galbiati, circa l’accoglienza che il nostro territorio riserva ai richiedenti asilo e come le Amministrazioni della Provincia si sono organizzate per gestire quella che non è più un’emergenza, ma una vera e propria migrazione strutturata e consolidata.
Nel primo intervento, il sindaco ha fornito alcuni numeri sull’immigrazione nel comune di Lomagna. Nel 2005 l’anagrafe registrò una percentuale di immigrati sulla popolazione totale del 4,3%, quota più che raddoppiata nel biennio 2010/11 (attorno al 10%). In quegli anni, Lomagna ha anche raggiunto il massimo storico della popolazione: 4900 abitanti. Gli immigrati hanno origini diverse: per il 70% sono europei (60% da Paesi membri dell’Unione Europea, 40%  dall’Est Europa). Il 20% arriva dal continente africano, mentre il restante 10% proviene da Sud America ed Asia. A favore dell’integrazione, il comune ha recentemente organizzato una serie di incontri dal titolo “Un pezzo di me, un pezzo di noi”, volti al dialogo ed al confronto con ciascuna delle principali comunità straniere presenti sul territorio lomagnese. Questi eventi hanno ottenuto un buon riscontro da parte della comunità.
La politica di redistribuzione dei richiedenti asilo, promossa dal governo, ha coinvolto anche la provincia di Lecco, chiamata a gestire nel limite delle sue possibilità il processo di accoglienza dei profughi. Fumagalli si è detto favorevole ad una redistribuzione che porti ad una diffusione omogenea dei migranti, di modo da aiutare i comuni che, ad oggi, hanno ricevuto più richiedenti asilo di quanto fosse possibile per loro accoglierne. L’obiettivo è quindi l’accoglienza diffusa sul territorio, con una quota prevista per legge di 3 migranti ogni 1000 abitanti.
Alla luce degli eventi delle ultime settimane, è innegabile che l’accoglienza richieda maggior sicurezza per i cittadini. Fumagalli ha quindi voluto sottolineare l’importanza dell’associazione per il controllo del vicinato, nata negli scorsi mesi dall’iniziativa di alcuni cittadini, al fine di affiancare l’Amministrazione e la Polizia Locale nella prevenzione dei reati sul territorio.
Nell’intervento successivo, il sindaco di Casatenovo ha ribadito di non essere favorevole ad un’immigrazione senza fine e di avere appoggiato le misure promosse dal ministro Minniti a favore di una stretta sull’immigrazione. I provvedimenti attuati dal ministro hanno avuto il merito di fermare gli arrivi durante l’estate, sollevando da un onere notevole anche i Comuni del Lecchese. Al contrario, ad inizio 2017, gli arrivi si attestavano su una media di 50/60 a settimana, una quantità insostenibile per il nostro territorio.

L’accordo firmato in provincia per garantire un’equa redistribuzione dei migranti è volto soprattutto ad aiutare i Comuni della Valsassina che risultano essere i più congestionati, oltre ai casi di Malgrate e Airuno, in Brianza e nella zona di Lecco. Questo perché la valle ha un’abbondanza di seconde case, i cui proprietari si rivolgono alla Prefettura offrendone la disponibilità. La redistribuzione equa, secondo Galbiati, permetterebbe ad ogni comune di gestire un numero minore di migranti, con tutto ciò che comporta in termini di integrazione e sicurezza.I numerosi interventi dei cittadini, molto attivi e partecipi lungo tutta la durata dell’incontro, tanto da interrompere più volte i due relatori, hanno toccato per la maggior parte la tematica della sicurezza. Questo punto fondamentale per la questione migranti arrivò a bloccare, qualche mese fa, l’arrivo di 20 richiedenti asilo sul territorio comunale. Gli immigrati non vennero trasferiti a Lomagna, nonostante fosse già stato individuati sia l’immobile che la cooperativa che si sarebbe occupata di loro a tempo pieno. Il sindaco, a questo proposito, ha voluto rassicurare la cittadinanza che ad oggi non è previsto l’arrivo di nuovi richiedenti asilo, dal momento che non stati messi immobili a disposizione da parte dei cittadini.
Martedì sera, se ce ne fosse ancora bisogno, si è potuto vedere come quella dell’immigrazione sia una tematica sentita, accolta a fatica dai cittadini, soprattutto alla luce degli episodi di violenza delle ultime settimane. Eventi che non hanno fatto altro che inasprire il sentimento ostile verso chi sbarca sulle nostre coste.

M.O.



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