MERATE, SERATA  DEDICATA A TRE PENSATRICI

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E’ arrivato da Brescia padre Fiorenzo Emilio Reati per presentare la sua opera dedicata a tre grandi pensatrici donne e precisamente Etty Hillesum, Simone Weil e Edith Stein. Frate minore, ha vissuto per vent’anni a San Pietroburgo. Professore di Filosofia presso il Seminario Cattolico Maria Regina degli Apostoli e presso l’Accademia russa cristiano-umanistica, ha insegnato Storia della Teologia cattolica contemporanea presso Seminari ortodossi russi e una volta rientrato in Italia è rimasto per qualche anno presso il convento di Sabbioncello, dove si è fatto conoscere e apprezzare.
Lunedì 20 giugno nell’auditorium G. Spezzaferri di Merate c’erano le persone conosciute negli anni della sua permanenza meratese che hanno ascoltato dalle sue pacate parole la presentazione delle tre figure femminili, straordinarie pensatrici come padre Fiorenzo le ha definite nel libro, distribuito ai presenti. Tre donne vissute tra il 1900 e il 1943, tutte e tre ebree che hanno vissuto il periodo della Shoah e che hanno molto da dire a uomini e donne di oggi. Il loro è un femminismo  allo stato puro, di donne che parlano con il cuore e hanno vissuto i problemi del loro tempo anche con un grande ottimismo. «Il pessimismo distrugge l’ottimismo costruisce» dice padre Fiorenzo. Queste donne insieme offrono un nuovo approccio pratico, unendo teoria e prassi e celebrando l’empatia, un modo per guarire i conflitti sociali (amore sociale). L’amore in contrapposizione alla bruttezza dei loro tempi
Per Edith Stein, tedesca, l’empatia è una forza nobile e possente, capace di guarire la malattia del cuore. Etty Hillesum, olandese ha fatto parte dei comitati di aiuto e difesa degli ebrei e ha creato comitati per il diritto al voto.
Simone Weil, francese, interprete della condizione operaia e sensibile alla sofferenza dei bambini, dei poveri e degli oppressi, considera il “malheur” insito nell’uomo e non solo nella condizione in cui si trovano gli operai. Cattolica dentro,  non si è mai battezzata.
«Queste tre donne, vissute nella loro Patria ma in esilio, straniere nella loro società politica ma anche molto impegnate  – ha detto padre Fiorenzo – sono unite da elementi comuni come la condizione umana del dolore e l’apertura verso gli altri. Il dolore insegna, il piacere uccide. La sofferenza come riscatto che apre all’amore di Dio. Tutte e tre trovano nell’empatia la chiave per risolvere il problema umano».
Padre Fiorenzo al termine della sua interessante presentazione ha  letto alcune lettere che madri russe con figli al fronte gli hanno scritto. Poche ma toccanti parole di madri che si domandano il perchè di una guerra: “Ho generato un figlio e lo rivoglio” dice una di queste.
Un parallelismo con le tre pensatrici degli inizi del 1900, ma anticipatrici del pensiero femminile, perchè, per dirla come Friedrich Richter “Nella donna tutto è cuore, perfino la testa”.

S.F.



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