OSNAGO, 2 GIUGNO: TRA MEMORIA E PRESTIGIO

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Ricorrenza storica ma con uno sguardo al futuro. Memoria e rievocazione, ma con il cuore gonfio d’orgoglio per coloro, concittadini che “hanno fatto strada”, che sempre qui paiono ridonare se stessi alla comunità in segno di gratitudine.
Osnago ha così celebrato il suo particolarissimo 2 giugno, a 75 anni da quel referendum istituzionale che sancì, tra ombre e furori, la nascita della Repubblica italiana.
Tutte le massime cariche di governo cittadino, le associazioni, rappresentanti di piccole e grandi realtà produttive del territorio, gente che s’incrocia e si conosce, raccolti nel piazzale antistante il municipio: tutti partecipi di un momento non del tutto riducibile al mero racconto di ciò che fu tre quarti di secolo fa, con tutta la prolissa verbosità di maniera che il protocollo impone,  ma bensì elevabile ad una congiunzione di ritrovate energie umane, da lungo tempo sopite dalla funesta afflizione pandemica. In questo senso il saluto gioioso e fiero della comunità alla dottoressa Carla Magni, insignita dal capo dello Stato del fregio di Cavaliere dell’Ordine al Merito della Repubblica, ricevuto a Lecco in mattinata, riassume al meglio senso e significato di una cerimonia intesa come “occasione di ripartenza, attualizzando i contenuti più profondi della nostra Costituzione e da questi rilanciare il compito, bellissimo, di difendere con lealtà e onore la democrazia assumendoci tutti la nostra parte di responsabilità”, come osservato dal sindaco Paolo Brivio nella sua allocuzione.
Addolciti da brevi inframezzi musicali offerti dai violini dell’associazione Archè si sono susseguiti gli altri interventi istituzionali, dall’assessore alla Cultura Maria Grazia Caglio allo storico Daniele Bruschina (già autore di una cospicua Storia di una comunità attraverso gli archivi parrocchiali osnaghesi), fino alle parole, commosse e commoventi, della dottoressa Magni: «Un immeritato riconoscimento che possa non soltanto rappresentare un tributo al mondo del volontariato sociale e a quanti hanno dedicato impegno e cuore a chi soffre e lotta, ma un motivo in più per ritrovare energie e stimoli nuovi, riavviando una vita la più vicina possibile alla normalità».
Con simili rincuoranti parole le bollicine offerte dagli immancabili Alpini a fine cerimonia concorreranno alla speranza di un futuro magari meno sciapido, certo più frizzante.

G.K.



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