Messa piena di sorprese quella celebrata dal parroco don Alessandro Fusetti, con don Leonard, martedì 6 gennaio alle 10.30 nella chiesa parrocchiale di Osnago in occasione della festa dell’Epifania. Infatti al momento dell’omelia con squillo di tromba hanno fatto il loro ingresso tre Re Magi, che hanno portato in dono a Gesù Bambino oro, incenso e mirra.
Durante l’omelia il parroco ha invitato i Magi e tutta la comunità a celebrare la Pasqua del Signore il prossimo 5 aprile e ha fatto un dono diverso a ognuno dei Magi spiegandone il significato. Al Magio che ha portato l’incenso ha regalato una corda.
«L’incenso è simbolo della preghiera che sale al cielo e profuma la vita e chi prega ha fiducia in Dio. In latino fiducia si dice fides che si può tradurre anche con corda. A te che hai portato l’incenso vorrei regalare una corda perché nella Pasqua Gesù manifesta che Dio non taglia la corda di fronte al male, all’ingiustizia, alla morte. Di Dio ci possiamo fidare, continuare a pregarlo» ha spiegato don Alessandro. Al Magio che ha portato la mirra ha regalato un pezzo di un’ancora.
«A te che hai portato la mirra vorrei regalare un’ancora perché la mirra è un po’ un’ancora durante la malattia di una persona perché guarisce, toglie il dolore. Quando si ammala il cuore di rabbia, di tristezza, di gelosia, di cattiveria, la medicina che ci dà speranza è Gesù. È nella Pasqua che Gesù, crocifisso e risorto, manifesta che la bellezza è più forte del peccato, che la vita è più forte della morte, che l’amore è più forte dell’odio, che la verità è più forte della falsità» ha continuato il sacerdote. Al Magio che ha portato l’oro ha regalato un po’ di farina.
«A te che hai portato l’oro vorrei regalare un po’ di farina. Con la farina si fa il pane e il pane è oro. Nella Pasqua Gesù ci mostra come è bello, semplice e nutriente l’amore di Dio. L’amore di Dio non è complicato, non è un imbroglio che aggroviglia, rattrista, ingarbuglia la vita, ma è come il lievito che rende l’impasto della vita nutriente per tutti. L’amore di Dio non è difficile, basta tenere aperte le mani della vita per accoglierlo. L’amore di Dio non sporca come la farina, però, lascia il segno» ha affermato il parroco.
Ha poi concluso con le parole di Romano Guardini: “Il dono di tutti i doni è conoscere Gesù e amare come Lui”.
In conclusione di celebrazione, dopo il saluto e il ringraziamento al sacerdote messicano don Leonard per il servizio prestato durante il periodo natalizio, è stato proposto liberamente ai fedeli presenti il gesto di adorazione a Gesù Bambino tramite la modalità scelta da ognuno: un bacio, una carezza, uno sguardo.
Al termine di questo gesto di adorazione, i bambini e tutti i presenti hanno raggiunto lo spazio antistante alla chiesa dove, con alcuni animatori, hanno chiamato a gran voce la Befana che, dopo essersi calata in modo atletico con il suo sacco dalla facciata della chiesa parrocchiale, ha elargito carbone dolce ai bambini e ai ragazzi presenti. Il parroco ha voluto ringraziare per la collaborazione nella riuscita in sicurezza dell’evento il sindaco e l’Amministrazione comunale, la Polizia locale e il gruppo di Protezione Civile osnaghese I falchi e la Befana con i suoi collaboratori.
V.S.












































