OSNAGO, LA FAMIGLIA DE CAPITANI A GERUSALEMME

«È stata une bellissima esperienza, un concentrato di emozioni, di stupore, di domande e riflessioni, quella vissuta in Israele dal 28 dicembre al 4 gennaio. Insieme ai miei genitori, ho alloggiato presso la Casa Sacri Cuori, a sud di Gerusalemme, a circa 20 minuti a piedi dal centro della città e dal Santo Sepolcro. Le Suore Dorotee Figlie dei Sacri Cuori, originarie di Vicenza, hanno diverse case in Medio Oriente: oltre che in questa città, anche a Betlemme, a Tarshiha (sul confine col Libano), in Giordania e in Siria».
Queste le parole di Laura De Capitani che ha rilasciato una testimonianza del suo viaggio in Terra Santa per i lettori di Dentro&Fuori. Laura e i genitori Giovanna e Romano hanno condiviso con le suore una settimana nella quotidianità e nella semplicità, partecipando ai vari momenti della loro vita comunitaria e avendo la possibilità di percorrere la città nei suoi luoghi santi, camminando tra le sue vie e i suoi vicoli.
I tre osnaghesi hanno poi visitato Betlemme, in particolare il Centro Ephpheta Paolo V per bambini e bambine sordomuti, tutti palestinesi, seguiti dalle suore della stessa congregazione.
«Profonda e toccante è stata la celebrazione dell’1 gennaio presso il Patriarcato Latino di Gerusalemme, presieduta dal cardinale Pizzaballa che poi abbiamo avuto la fortuna di incontrare» dice ancora Laura che poi racconta la situazione in Israele in questo momento.
«Apparentemente normale. Come se a poche centinaia di km non si stesse compiendo l’immane tragedia che attanaglia gli abitanti di Gaza. Ma accanto a questa normalità nei territori israeliani, in Cisgiordania le attività lavorative e commerciali faticano a riprendere, in presenza ancora di pochissimi pellegrini. Il muro costeggiato per raggiungere Betlemme e i numerosi check point continuano ad appesantire la vita dei palestinesi, tra i quali, i cristiani, che subiscono maggior avversione e ostilità, soprattutto dopo il 7 ottobre. La presenza dei religiosi, delle religiose, delle famiglie cristiane, con il loro coraggio, la loro determinazione, la loro passione, donano a questa Santa Terra una grande speranza, custodendo quel germoglio di pace e d’amore che viene solo da Gesù, in Dio».

S.B.

 



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