OSNAGO, IN PIAZZA DELLA PACE PER IL 25 APRILE

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Le celebrazioni osnaghesi della giornata del 25 aprile si sono aperte con il consueto corteo per le vie del paese che ha toccato i luoghi più significativi legati alla memoria della Resistenza. Dopo la partenza dalla sede degli Alpini con l’alzabandiera, il corteo si è fermato in via San Anna (targa alla memoria di Antonio Bonfanti, morto a Mauthausen nel gennaio 1945), al cippo in via Roma nel luogo dove fu impiccato dal comando nazista di Merate Gaetano Casiraghi nell’ottobre del 1943, in piazza della Pace, al cimitero – dove sono sepolte le vittime delle due guerre mondiali – e infine davanti al Comune per il discorso finale.
Il Corpo Musicale di Osnago-Lomagna ha accompagnato la marcia suonando più volte l’inno d’Italia, Bella Ciao e l’inno ufficiale dell’Unione Europea, l’Inno alla Gioia di Beethoven.
Il corteo è andato ingrossandosi man mano con l’aggiunta di persone che alla fine sono confluite al monumento ai caduti di fronte al municipio dove il sindaco del Consiglio sovracomunale dei Ragazzi (che rappresenta le scuole di Osnago, Lomagna, Cernusco e Montevecchia) Giorgia Razza ha ricordato gli impegni deliberati dagli studenti, tra cui quello di ripetere la gioiosa marcia della Pace del 2018 che ha coinvolto centinaia di ragazzi che erano confluiti verso piazza della Pace a Osnago.
Ha poi preso la parola il sindaco Paolo Brivio, che ha tenuto un discorso incentrato sul legame tra la Resistenza con la riconquista della libertà da parte del popolo italiano e le scelte successive dei popoli europei che decisero – per superare una volta per tutte le tragedie delle due guerre mondiali – di avviare il percorso di costruzione di un’Europa unita. Venendo all’oggi ed alle imminenti elezioni europee Brivio ha affermato: «Tra i più gravi errori c’è quello di ritenere che sicurezza, prosperità e progresso dei popoli possano derivare da un rafforzamento delle sovranità nazionali, anche a costo di indebolire o addirittura smontare le forme di cooperazione sovranazionale e multilaterale che abbiamo costruito nella seconda metà del Novecento – ha spiegato il sindaco  – Non abbiamo né bisogno né desiderio di tornare al tempo delle sovranità assolute, blindate, non negoziabili, rappresentate da un mitra imbracciato, proclamate da poteri e da popoli che ritengono di venire prima degli altri poteri e degli altri popoli».
In conclusione Brivio ha affermato «Non voglio che il futuro dei nostri ragazzi possa avere le sembianze ottuse e macabre di un passato che tende il braccio, un passato fatto di confini mitizzati e militarizzati che inevitabilmente diventano trincee di sangue. Viva l’Italia liberata che è stata l’angolo di un’Europa sempre più integrata».
La cerimonia si è conclusa con un rinfresco offerto dagli Alpini presso la loro sede, cui sono seguiti il pranzo e il concerto organizzato da Arci e Io per Osnago (per motivi meteorologici spostato alla mensa delle Scuole elementari invece che all’aperto nello spazio antistante la stazione ferroviaria) e con la proiezione in serata del film Lettera dal Berlino presso la sala Don Sironi del Centro parrocchiale.

P.S.



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