OSNAGO, PROGETTO CAMERINO IN SPALLA

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Come pensare ad un’iniziativa utile e importante per le aree del Centro Italia colpite dal terremoto di fine ottobre 2016? Con questa domanda parte il progetto Camerino in spalla, ideato lo scorso luglio dopo l’incontro tra don Marco Gentilucci, parroco di Camerino, e i due brianzoli, Alessandro Carzaniga e Giovanni Brivio.
«L’estate scorsa, dopo una serata, ci siamo chiesti come potevamo essere utili per quelle comunità colpite da un evento drammatico come questo – affermano i due – così abbiamo deciso in pochi giorni di contattare il parroco di Camerino, uno dei paesi più colpiti dal terremoto nella zona del Maceratese, e di organizzare un incontro per capire cosa si poteva concretamente fare per loro. Da tale confronto e dalla desolazione d’animo che apparse di fronte alle macerie durante il nostro soggiorno, maturò più che mai la necessità di agire sulle fondamenta della comunità, contrastando così il brutale fenomeno di spopolamento di queste realtà: partire dai ragazzi, dalla loro figura, per ridare nuova linfa e nuove speranze a questi territori».
Per questo vorrebbero coinvolgere nel progetto, dal 7 al 14 luglio 2018, una decina di ragazzi delle scuole superiori delle varie parrocchie della Brianza per andare ad affiancare gli animatori dell’oratorio di Camerino nell’organizzazione di attività per i ragazzi delle scuole elementari e medie, al fine di creare un modello di oratorio feriale replicabile nel tempo come riferimento per i ragazzi del paese durante il periodo estivo. I ragazzi durante il soggiorno saranno ospitati dalle famiglie di Camerino, con le quali potranno avere per una settimana un contatto stretto con la loro quotidianità e vivere così un’esperienza diretta di volontariato.
Oltre alle attività di oratorio feriale, che si svolgeranno durante la giornata, i ragazzi saranno coinvolti in serate con giochi a tema e in momenti di ascolto di testimonianze di giovani e anziani del paese che più di tutti sono stati coinvolti in prima linea nel sisma e nei problemi da esso derivati.
«Sentirsi per una settimana parte della stessa comunità, uniti dalla stessa realtà e dalla voglia di costruire insieme un nuovo punto di partenza. Il terremoto inizia nei momenti immediatamente successivi, quando l’attenzione mediatica cala e l’argomento diventa secondario, lasciando sole le persone e le loro storie; tutti nel nostro piccolo possiamo essere attori fondamentali nella ricostruzione e nel dimostrare praticamente vicinanza a chi si trova in situazioni di difficoltà».
Per tutte le informazioni relative al progetto e per parteciparvi contattare:
Alessandro Carzaniga carzaniga.alessandro92@gmail.com
Giovanni Brivio brivio.giovanni@tiscali.it



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