Una suggestiva serata è quella che un folto pubblico ha trascorso sotto la torre di Palazzo Prinetti, simbolo di Merate, nella serata di venerdì 18 settembre alle 21. Il trio musicale Le Donne composto dall’arpista Michela La Fauci, dalla violinista Antonietta La Donna e dalla violoncellista Elisa La Donna ha tenuto un concerto reso possibile dall’organizzazione della Pro Loco con il patrocinio del comune e dal prevosto Mauro Malighetti che ha messo a disposizione il cortile del palazzo cittadino.
Al lume di decine di candele, si è trattato infatti di un Concerto Candlelight, le musiciste hanno eseguito brani di compositori più o meno noti al grande pubblico.
L’apertura ha visto l’esecuzione di un pot pourri di pezzi rivisitati da Oliver Nelson, a seguire due intermezzi sinfonici tratti rispettivamente dalla Cavalleria rusticana di Pietro Mascagni e da un’opera di Jules Massenet.
Un brano dal carattere salottiero di Fritz Kreisler ha donato una nota di leggerezza per poi cedere il passo ad una composizione per arpa sola della musicista americana Abbie Conant che ha avuto il pregio di non relegare tale strumento solo nella cerchia orchestrale, ma di portarla a favore di pubblico contaminando il linguaggio classico con il Pop, il Jazz e altri stili.
Il brano dal titolo Nightingale (usignolo) è dedicato alla madre che, nei suoi ricordi, aveva la voce di un usignolo quando le cantava le ninne nanne.
Di Luigi Maurizio Tedeschi è l’Elegia, composizione figlia del Romanticismo pur essendo stata scritta nel ‘900, un brano dal carattere intimo per arpa e violino.
Altro pezzo delicatissimo è Il Cigno tratto da Il Carnevale degli animali di Camille Saint-Saens, dedicato dal compositore alla figlia e qui eseguito per violoncello e arpa.
Una nota brillante è derivata dall’esecuzione di Nel blu dipinto di blu, meglio conosciuta come Volare, la celeberrima canzone di Domenico Modugno cantata in tutto il mondo e quasi un simbolo italiano.
Molto melodiosa la parte delle strofe nella quale emerge il cantabile del violino e particolarmente frizzante quella del ritornello grazie al pizzicato del violoncello e dell’arpa.
Astor Piazzolla, noto fisarmonicista argentino, attraverso la maestria del Trio ha regalato una composizione struggente, Oblivion, che rappresenta i ricordi che cadono nell’oblio dissolvendosi pian piano.
Non poteva mancare un omaggio alle colonne sonore di Ennio Morricone con un medley di capisaldi del cinema: La leggenda del pianista sull’oceano, Gabriel’s Oboe dal film The Mission e C’era una volta il West.
Altro tocco di italianità è derivato dall’esecuzione di Tu vuò fa l’Americano di Renato Carosone, una satira brillante sulla americanizzazione italiana dopo la Seconda guerra mondiale, in una Italia che cercava di emulare lo stile d’oltre oceano.
A conclusione un altro brano di Piazzolla, Libertango, pezzo iconico del celebre musicista.
Pur essendo questo una composizione per fisarmonica, il trio Le Donne lo ha saputo rendere altamente apprezzabile anche attraverso gli strumenti a corda.
A grande richiesta del pubblico un bis: il Walzer n°2 di Dimitrij Shostakovich, voluto dal regista Stanley Kubrick come parte della colonna sonora del suo film Eyes wide shut.
C.T.










