CERNUSCO, IN SCENA LA VITA DI SAN LUIGI

Una serata capace di unire fede, arte e senso di comunità. Sabato 10 ottobre il teatro dell’oratorio San Luigi di Cernusco Lombardone ha ospitato San Luigi Gonzaga, il principe scelto da Dio, una meditazione recitata, cantata e danzata dedicata al santo patrono dell’oratorio.
L’iniziativa si inserisce nel programma dei festeggiamenti per i 70 anni dell’oratorio, inaugurato il 21 ottobre 1956 e benedetto dall’allora cardinale Giovanni Battista Montini, divenuto successivamente Papa Paolo VI e poi santo. Un anniversario che si è intrecciato con un’altra ricorrenza significativa per la comunità: il 45esimo anno di ordinazione sacerdotale di don Stefano Rocca.

Per circa un’ora il pubblico ha seguito il racconto della breve ma intensa vita di San Luigi Gonzaga, giovane nobile che scelse di rinunciare ai privilegi della propria condizione per consacrarsi a Dio. Attraverso testi, musiche, canti e coreografie, lo spettacolo ha ripercorso le tappe fondamentali del suo cammino umano e spirituale, dando vita a una rappresentazione originale e inedita. Come è stato ricordato nel corso della serata, non risultano altri musical dedicati interamente alla figura di San Luigi Gonzaga, rendendo il progetto cernuschese un’esperienza particolarmente originale.
A rendere speciale la serata non è stato soltanto il risultato finale, ma il lavoro condiviso che lo ha reso possibile. Accanto agli adolescenti e ai giovani protagonisti delle scene, la corale e i musicisti hanno accompagnato il racconto con canti e musiche dal vivo, mentre molti volontari hanno offerto il proprio contributo nell’allestimento, nei costumi, nelle luci, nel trucco e nell’organizzazione. Ognuno ha messo in gioco i propri talenti per costruire qualcosa di bello da donare alla comunità.
Un ringraziamento particolare è stato rivolto a Roberta Perego e Antonio Maresca, che hanno diretto e coordinato l’intero progetto, accompagnando i partecipanti nella preparazione dello spettacolo nonostante i tempi ridotti a disposizione.
La domanda posta nella parte conclusiva della rappresentazione ha racchiuso il senso dell’intera serata: «Per che cosa vale la pena vivere?». La risposta proposta attraverso la testimonianza di San Luigi Gonzaga è stata chiara: vale la pena vivere per amare, per servire e soprattutto per Dio.
Al termine dello spettacolo è salito sul palco don Stefano, che ha espresso gratitudine verso tutti coloro che hanno contribuito alla riuscita dell’iniziativa. Ringraziando per il dono ricevuto, ha augurato ai presenti di continuare a custodire e diffondere la gioia condivisa durante la serata, affidando la comunità alla benedizione di San Luigi Gonzaga e di Dio.

S.P.

 



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