MONTEVECCHIA, LA TORRE ANNUNCIA LE DIMISSIONI IN CONSIGLIO

Nella serata di mercoledì 21 ottobre si è tenuta la seduta del Consiglio comunale di Montevecchia.
I lavori consiliari sono stati preceduti da una dichiarazione resa in aula dal consigliere di minoranza Carmelo La Torre, il quale ha annunciato la volontà di rassegnare le proprie dimissioni dalla carica.
«Ruberò pochi minuti per annunciare ufficialmente una decisione che matura ormai da un po’ di tempo e che oltre ad avere motivazioni personali, non voglio nasconderlo, ha anche motivazioni politiche. Premetto subito che queste ultime non derivano assolutamente dal rapporto con i componenti del gruppo, del mio gruppo, il capogruppo Carmela Palella e il consigliere Claudia Zamarian con cui ho lavorato in questi anni in completa armonia e punti di vista, ma io sono stato eletto in questo Consiglio, in una lista civica sì, ma da elettori che si rifacevano essenzialmente al PD e ad altre formazioni di sinistra. Alcune prese di posizione di questi cittadini, in merito al ruolo e al posizionamento del nostro gruppo, su argomenti e decisioni presi da questa Amministrazione, avevano già evidenziato una spaccatura tra la mia posizione e la fiducia e le aspettative che questi elettori avevano riposto in me. Ho cercato in accordo con il resto del mio gruppo di superare questo mio disagio per continuare a dare il mio contributo ai lavori del Consiglio. Tuttavia negli ultimi tempi ho dovuto prendere atto, da una parte della mia frequente assenza dal territorio e dal Consiglio e dall’altra, non lo nascondo, del mio crescente disagio a riconoscermi nelle dichiarazioni, nei comportamenti e nelle prospettive programmatiche che le forze del centro-sinistra nazionale vanno assumendo, da AVS al Movimento Cinque Stelle, dal PD a Italia Viva. Mi chiedo: “Si può ancora definirlo centro-sinistra?”. Recentemente la segretaria del PD ha dichiarato: “Sono vent’anni che ci fanno perdere dicendo che si vince al centro, perciò si rende necessario virare a sinistra”. Al di là dell’evidente miopia politica di simile affermazione, con essa la segretaria del PD disconosce le origini stesse del PD la cui nascita rappresenta un tentativo di sintesi tra la cultura socialista-riformista, la tradizione cattolico-democratica e il liberalismo sociale. La Schlein certifica dunque così il fallimento del PD rinnegando il ruolo che la politica di centro e quella riformista ha avuto nel nostro Paese, portando il partito a rappresentare una sola parte anziché ambire alla rappresentanza della maggioranza della società. Il tema poi della difesa europea e del sostegno senza riserve a favore della resistenza ucraina, rappresenta a mio modo di vedere un atto di sudditanza verso le posizioni filo russe del Movimento Cinque Stelle e AVS in nome di un falso pacifismo e di una unità che non è altro che un cartello elettorale privo di contenuti politici condivisi. È evidente che questa impostazione politica non mi appartiene, non appartiene ai miei ideali, alla mia storia politica che nasce e cresce nella cultura riformista e moderata. Mi restano dunque due opzioni: uscire dal gruppo e proseguire in autonomia, ma per rispetto al resto del gruppo e per correttezza verso chi mi ha votato non posso percorrere questa strada, oppure dimettermi da consigliere in quanto eletto in una lista di riferimento del centro-sinistra ed è quello che farò nei prossimi giorni. Ringrazio tutti voi e il sindaco – ha concluso  La Torre – in primo luogo per la pazienza di avermi ascoltato e per la stima reciproca che mi avete sempre dimostrato e auguro a tutti un buon lavoro nell’interesse di questa comunità. Grazie».
A seguito dell’intervento, il sindaco Ivan Pendeggia ha espresso pubblicamente i ringraziamenti al consigliere per l’attività svolta e per il contributo fornito nel corso del mandato, sottolineandone la correttezza del confronto e la natura costruttiva degli interventi, sempre improntati al rispetto della dialettica istituzionale.
«Perdiamo un consigliere importante – ha affermato il primo cittadino – Siamo comunque anche in dirittura d’arrivo a livello amministrativo. Con oggi dove andremo a parlare del DUPS triennale, arriviamo a un punto che mette la parola “fine” all’attuale Amministrazione perché decreta già quello che sarà parte del futuro di questo paese. Siamo arrivati insieme fino alla fine».

M.C.

 



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