WAMBA, CRONACA DALL’OSPEDALE DI PADRE SANDRO

wamba hospital

Dall’ospedale di Wamba ci scrive padre Sandro Nava in occasione della festività di Ognissanto. Notti intense tra emergenze e storie che raccontano la durezza e la fragilità della vita qui.
«Tra venerdì notte e sabato (31 ottobre ndr) sera sono stati ricoverati un poliziotto a cui hanno sparato a una gamba – gli ha sparato un suo commilitone per vendetta – poi due morani, guerrieri locali, che si sono accoltellati, poi un bambino che forse aveva la rabbia. ma è stato curato con quattro medicamenti locali». E ancora: «Poi una mamma in travaglio arrivata da un villaggio molto lontano e così il bambino è nato morto e per fortuna abbiamo salvato lei e infine un bambino piccolo che aveva messo un sassolino nel naso con il pericolo che scendesse nella trachea e poi nei polmoni. Lo hanno sistemato alle 2 di notte».
Padre Sandro racconta anche un dato che colpisce.
«Gli ammalati sono pochi perché tutti arrivano dopo che si sono curati con le loro erbe oppure nei dispensari sgangherati e poi li portano qui in condizioni disperate».
In questi giorni il tempo è cambiato.
«Ci sono state tre piogge intense e ora bisogna fare attenzione agli scorpioni e ai serpenti, quelli rossi con il collare nero e ad altri tipi di rettili. Ma nessun vero pericolo per noi».
Una cronaca di prima linea, lucida e umana, che arriva direttamente dalle corsie dell’ospedale di Wamba.
Continua ancora per qualche settimana il sostegno al Wamba hospital presso la sede de I bagai di binari con un’apposita urna per le offerte, oltre alla possibilità di acquistare il libro Un paese a teatro e il calendario 2027 sempre a favore del nosocomio keniano.

D.V.



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