CERNUSCO, COMMEMORAZIONE 4 NOVEMBRE

Nel ricordo dei Caduti e di quanti hanno servito l’Italia nella mattinata di domenica 1 novembre a Cernusco Lombardone si è celebrata la Giornata dell’Unità Nazionale e delle Forze Armate. Dopo la Messa officiata da don Stefano Rocca, il corteo ha raggiunto il Monumento ai Caduti di piazza della Vittoria per onorare i defunti e i caduti.
Dopo la deposizione della corona di alloro, a nome del sindaco Gennaro Toto, assente per indisposizione, il vicesindaco Renata Valagussa ha salutato le autorità civili e militari presenti: il presidente della sezione di Melzo dell’Associazione Nazionale Carabinieri, Felice Vizzielli, l’agente di Polizia locale Gianluca Bove, il capogruppo degli Alpini di Cernusco Davide Spada, i consiglieri comunali, gli ex sindaci, le associazioni, i musicisti del Corpo musicale Alessandro Pirovano di Cernusco e della banda di Robbiate e i bambini presenti con i loro genitori.

«Un saluto anche a voi cittadini cernuschesi che non avete mancato di partecipare anche quest’anno a questa cerimonia che ricorda il momento che ha più di un secolo e ci si chiede il perché ricordarlo ancora, che racchiudo in tre parole – ha esordito il vicesindaco – Per la memoria di quello che è successo, per il ricordo di tutti i Caduti, per il rispetto per coloro che ancora oggi con le Forze Armate rivestono più un ruolo di pace, di difesa e non di offesa. Ricordare il 4 novembre non è ricordare la vittoria di una guerra, ma la fine di una guerra e l’inizio della pace»   ha concluso.
A seguire la lettura del discorso del primo cittadino che ha invitato a riflettere sul senso profondo di comunità democratica e coesa. Il cuore del discorso è stato il valore della libertà: non un bene scontato, ma il frutto del sacrificio di intere generazioni. Ha insistito sul legame inscindibile tra diritti e doveri, ricordando che la libertà si mantiene solo se ognuno fa la sua parte, e che “ogni diritto esiste perché c’è un dovere adempiuto fino all’estremo sacrificio”. Forte il richiamo all’attualità: le guerre, ha detto, non costruiscono mai una pace duratura. La pace vera nasce solo dal rispetto reciproco, dal dialogo e dalla legalità. Da qui il ringraziamento sentito alle Forze Armate e alle Forze dell’Ordine, definite presidi di legalità e garanti delle libertà democratiche, il cui lavoro quotidiano e silenzioso garantisce la sicurezza di tutti. Ha chiuso rinnovando l’omaggio ai Caduti e la vicinanza a chi ogni giorno serve la Repubblica, con l’auspicio che questo 4 Novembre sia davvero un momento per riaffermare che “non c’è libertà senza legalità, e non c’è pace senza rispetto delle regole e di chi le tutela.
Si è chiuso così, con l’applauso commosso dei presenti e le note del corpo musicale, un 4 Novembre all’insegna della memoria e dell’unità.

M.C.

 

 



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