SUL TAGLIO DEI PARLAMENTARI

Spett.le redazione,
sul numero di Avvenire del 6 ottobre 2019 il professor Marco Olivetti, in un suo commento alla cosiddetta riforma costituzionale del taglio dei parlamentari, metteva in luce la totale assenza di riflessione sulla cosa più importante del nostro ordinamento: “il fatto che abbiamo un bicameralismo paritario, Camera e Senato, che nel contesto di un regime parlamentare e unico al mondo, due camere doppioni e fotocopia che fanno la stessa cosa”.
Io penso che questa scelta per noi anomala sia stata fatta dai nostri padri costituenti come protezione della nostra democrazia, nata dopo una lunga disastroso dittatura, ma che ora non ha più senso, essendosi consolidato il nostro sistema democratico.
E se questo taglio dei parlamentari è stato fatto per risparmiare, come mai non si sono diminuiti anche gli eletti livello regionali?
La regione Lombardia ne ha 80, con la loro ragguardevole indennità. E quanti sono in tutto il Paese? E che dire dello stuolo di ministri, viceministri e sottosegretari? Non era più ragionevole riprendere in mano la proposta di modifica del governo Renzi, che è stata un’importante occasione di approfondimento e confronto anche per i contrari? Almeno aveva il merito di essere una revisione generale è organica della nostra Costituzione e a partire da quel testo si potevano formulare le opportune modifiche.

Angelo, Cernusco



Mobile Sliding Menu

© Copyright 2026 Dentro&Fuori - Tutti i diritti riservati