Anche sabato 7 e domenica 8 marzo non si celebraranno le Messe a Cernusco come in Diocesi, ma la chiesa parrocchiale resterà aperta dalle 7.30 alle 18.30 e, passando, sarà possibile ritirare l’informatore, la fascetta per la lattina quaresimale e anche acquistare un bulbo in fiore per la festa della donna.
Alle 10.45 suoneranno le otto campane in concerto solenne; alle 11 si potrà ascoltare in diretta su Rai3, dalla basilica di Agliate, la Messa del vescovo Mario Delpini; alle 11.40 mentre il Vescovo farà la Comunione, distogliendo gli occhi dalla TV, si potrà cercare un breve momento di silenzio interiore, per lasciar parlare il proprio cuore e al termine reciterà la preghiera “Comunione spirituale”. Seguirà il concerto delle campane a mezzogiorno come augurio domenicale. Il parroco don Alfredo Maggioni ha registrato un video in chiesa per i propri parrocchiani.
Non è mancato, tramite l’informatore, un suo monito ai cernuschesi.
«“Siamo senza Messa e senza Comunione”. Ricevo alcune lamentele per questa privazione, quasi che si stia facendo qualcosa di sbagliato. Bene, la “lamentela” dice l’attaccamento, è tutto sommato positiva, ma c’è una cosa che posso aggiungere: è sbagliato ripetere che noi siamo senza Messa e senza Comunione. – ammonisce don Alfredo – Infatti io penso che si sia – e che si debba dire – senza le celebrazioni. Sì, perché quando sono (siamo) usciti di chiesa l’ultima volta che abbiamo celebrato la Messa, abbiamo colto l’invito: “andiamo”, che significa “parto, per fare quello che ho celebrato”; quindi la Messa continua. Noi stiamo portando in giro l’ultima Messa che abbiamo celebrato insieme. Se siamo “senza”, qualcuno non sta facendo il proprio dovere! E poi c’è la Comunione. Confesso che qui la privazione è più seria, ma siamo in Quaresima e noi ambrosiani in fatto di privazioni non scherziamo, basti pensare al venerdì “aliturgico” (ovvero senza Messa e senza Comunione). Insomma ci tocca un venerdì un po’ lungo. Possiamo viverlo bene, offrendo il “sacrificio” per far valere le tante ragioni che presentiamo a Dio. Allora bisogna smetterla di lamentarsi, anzi, già che ci siamo, bisogna smetterla di vivere “terrorizzati” (ossia con lamentele degenerate). Dio è l’unico benzinaio, sempre aperto, presso il quale il mio spirito possa fare il pieno: se sono arido, è perché non sono passato da Lui (dalla chiesa,sempre aperta, con la preghiera in auto, serale o in famiglia, tramite infinite trasmissioni a sfondo religioso-spirituale, in silenzio e in contemplazione del bello [anche delle persone “belle”] che mi circonda). Ma, acci… – conclude il parroco – con tutto il tempo che mi avanza per le limitazioni cui mi sottopongono, possibile che non ne trovi un po’ di più per Lui? Devo metterci più attenzione».
L’informatore con le letture della domenica, seconda di quaresima.
D.V.

