CERNUSCO PIANGE IL PITTORE SALOMONI

Mercoledì 18 marzo è venuto improvvisamente a mancare il pittore Giuseppe Salomoni.
Nostro sostenitore e amico,  era nato a Cernusco nel 1939. La vicinanza di Felice Donadelli lo aveva spronato ad avvicinarsi al mondo dell’arte; era infatti il suo vicino di casa e restò affascinato dai suoi dipinti e dai colori che  utilizzava. Da Donadelli imparò l’abc dell’arte: come si tiene in mano un pennello, la scelta dei colori…
Dopo le scuole medie frequentò la scuola Rizzoli, un istituto di arti grafiche;  con il pittore cernuschese Enzo Sacheli, muniti di cavalletto, dipinse en plein air lungo il fiume Adda e fra i poderi della Brianza. Nacque tra i due un importante sodalizio artistico, ricco anche di confronti e discussioni. La sua pittura è diventata poi di memoria, un ricordo di situazioni, un’astrazione da ciò che aveva visto: le varie stagioni in momenti della giornata. In questo modo si sentiva più libero Il paesaggio non era più vincolante.
Dopo un primo approccio alla figurazione accademica, che prese spunto dall’ impressionismo francese, si avvicinò all’espressionismo con la figura portata all’esasperazione, tipico dei pittori tedeschi. I suoi maestri ideali furono Morlotti, esponente di spicco del naturalismo lombardo. e Cézanne soprattutto per la sua capacità di sintesi. Inizialmente dipinse con pennelli ed infine caricò i colori maggiormente anche con l’uso della spatola. Da un linguaggio naturalista piuttosto classico quasi basso impressionista, Salomoni si avvicinò all’informale, in cerca di una propria identità: elemento di colore che si integra a completare il quadro;  la sua passione per l’arte lo porta a ricercare liberamente e senza vincoli, sperimentando linguaggi e tecniche differenti, spaziando tra i soggetti e le tematiche più diverse con un evidente propensione per la coppia, le tematiche di relazione e momenti della vita.
La voglia di cambiare e di trovare nuovi materiali si esplicarono successivamente nell’arte povera: Salomoni in questo modo diede vita a oggetti in disuso;  con le sculture, caratterizzate da un primitivismo della figura, diventò ironico e pungente come nel Pinocchio in cui il burattino scrive poche parole sul giornale della verità. Tra le sue opere più recenti ricordiamo le più provocatorie come Due per tre o Lo spaventapasseri, una critica ai ruoli invertiti nella nuova società.
Numerosi i riconoscimenti ricevuti e le mostre realizzate; nel 2010 anche per D&F, con le sue tele che raffigurarono alcuni momenti storici del paese, descritti insieme sul nostro mensile a puntate. Nel dicembre del 2017 omaggiò con una sua tela il Comune di Cernusco e lo scorso ottobre partecipò con Effeotto alla mostra Pittori a Cernusco.
«Non trovo le parole per esprimere il mio dolore: è come se avessi perso un fratello – è il commento commosso di Giuseppe Gironi, presidente di Effeotto – Così all’improvviso mi è davvero difficile ricordare la mia lunga amicizia con Giuseppe e ripercorrere gli ultimi dieci anni vissuti insieme a occuparci delle nostre comuni passioni… E’ stata una persona speciale nell’altruismo e nei principi di rara qualità».
Era stato un componente della Consulta comunale Cultura e tempo libero dal 2006 al 2011 e aveva collaborato come volontario anche con la Comunità Orizzonti di Cernusco.
Cernusco perde una figura storica che ha saputo raccontare tramite le sue tele un po’ di storia e i suoi protagonisti. Giuseppe raggiunge ora l’amata Odilla,  scomparsa due anni fa.

D.V.



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