Dopo 38 giorni di ricovero presso l’ospedale Mandic di Merate e aver combattuto e vinto il Coronavirus, Ferruccio Amonini è stato dimesso e martedì 21 aprile è tornato alla sua abitazione a Cernusco in via Monza.
Trasportato con l’autoambulanza come previsto per legge, è stato accolto dal calore e l’affetto dei familiari, dei vicini di casa e da uno striscione con tanto di cappello degli Alpini. Commosso e sorpreso ha ringraziato tutti e riabbracciato “spiritualmente” la madre Pia, la sorella e i figli…
«Con l’ aiuto di Dio, dei miei angeli azzurri, della mia gran voglia di vivere e tanta buona volontà insieme alle tante preghiere di amici, colleghi e parenti finalmente posso dire, porto a casa la pelle – ha scritto Ferruccio prima di lasciare il nosocomio – La guerra è stata molto dura, in certi momenti pensavo sinceramente di perderla. Poi lo spirito di sopravvivenza ha fatto uscire in me la forza di un ardito alpino e la grinta del pompiere che mi accompagna da 23 anni in questa esperienza. Queste due esperienze di vita mi hanno veramente aiutato a sconfiggere con il pugnale tra i denti il drago bastardo; sto riassaporando la vita come se fossi nato oggi, quindi oggi festeggio il mio battesimo, la mia rinascita, la mia vita… Sto provando una bellissima sensazione e voglio condividere con voi questa gioia, dicendovi grazie per il vostro affetto e il vostro sostegno che in questi 38 giorni hanno contribuito in qualche modo a questa guarigione che ha del miracoloso».
D.V.



