Riceviamo e pubblichiamo il messaggio di sabato 25 aprile del sindaco di Cernusco Giovanna De Capitani per i cernuschesi.
Cari cittadini,
pur non potendoci scostare dalla preoccupazione legata all’emergenza sanitaria ancora in corso, dobbiamo oggi riservare la giusta e dovuta importanza alla giornata della Festa di liberazionedi cui ricorre il 75esimo anniversario.
Le nostre piazze sono vuote e deserte. Anche il nostro presidente della Repubblica si è recato da solo all’Altare della Patria, quasi privatamente, per rendere omaggio al Milite Ignoto a nome di tutti i cittadini italiani.
A Cernusco Lombardone abbiamo voluto comunque mantenere viva la tradizione di incontrarci questa mattina davanti al Monumento ai Caduti di piazza della Vittoria per la deposizione della corona di alloro e onorare i caduti di tutte le guerre, in particolare del secondo conflitto mondiale. Nonostante la mancata presenza di tutti i componenti del Corpo musicale Alessandro Pirovano, è stato possibile trasmettere il nostro inno nazionale che ha riecheggiato per tutta la piazza durante l’alzabandiera, seguito dal silenzio suonato dalla tromba di Gabriele Gavazzi a cui è seguito un minuto di intenso raccoglimento. Solo l’avvio della canzone Bella Ciao, nella versione proposta dalla band de I Luf, ci ha riportato al momento della Festa di liberazione con la commozione evidente dei pochi presenti e del signor Cerato, rappresentante locale di Anpi, a cui vanno i nostri ringraziamenti per il costante impegno profuso nelle scuole a testimonianza della lotta partigiana sul nostro territorio.
Ho ricevuto alcune riflessioni dai cittadini, anche giovani,
che si sono giustamente interrogati sulla necessità di unire la festa della liberazione con il momento di cordoglio per le vittime recenti da Coronavirus.
Credo che il tempo dedicato alla riflessione e al silenzio, da sempre inserito nelle celebrazioni del 25 aprile per onorare i caduti, possa essere dedicato anche a questi nuovi caduti, morti in solitudine e senza la vicinanza dei propri cari. Il dolore non divide ma accomuna. Questo non distoglie l’attenzione dalle finalità della giornata che celebra la liberazione dal nazifascismo e la rinascita dell’Italia fondata sui valori di giustizia e libertà.
I sentimenti che ci accomunano in questo periodo di difficoltà, devono riportarci ad una profonda riflessione su questi stessi valori a cui aggiungo la solidarietà, l’onestà e la voglia di riprenderci in mano la nostra vita e la nostra capacitò di stare insieme, sostenedoci gli uni e gli altri. Forse la mia visione è privilegiata rispetto a tanti cittadini costretti all’isolamento quotidiano e alle conseguenze limitazione nelle relazioni ma, posso garantirvi di aver riscoperto con piacere in tante persone la necessità di aiutare e collaborare per il bene di tutti, attraverso piccole e grandi azioni. A volte raccolgo lacrime e commozione di chi ha perso un congiunto, a volte preoccupazione e timore verso il futuro incerto, ma spesso i cittadini mi comunicano anche tanta voglia di ripresa per ricostruire un Paese migliore dopo tanta sofferenza.
Per questo non fermiamo la riflessione ad eventuali separazioni o diversi intendimenti, ma godiamoci la festa di liberazione quale stimolo per incontrarci di nuovo uniti nei valori e nella determinazione di essere noi stessi, singolarmente, i primi promotori della vera libertà che questa giornata rappresenta.
Quella libertà che rispetta il prossimo in ogni aspetto della relazione e che finisce quando si insinua nella costrizione, nella sopraffazione e nella violenza.
E’ bello vedere tante bandiere esposte alle finestre e ai balconi. Grazie.
Un caro saluto a tutti voi e buon 25 aprile!
Giovanna De Capitani

