UNA FESTA DELLA MAMMA MOLTO PARTICOLARE

“Tutto ciò che sono, o spero di essere, lo devo al mio angelo di madre”.
Questa bellissima frase di Abrahm Lincoln rispecchia quello che era il ruolo della mamma fino a qualche decennio fa, diciamo fino al secondo dopo guerra. La mamma era considerata, appunto, l’angelo della famiglia, colei che con le sue mani, le sue braccia, il suo sguardo era pronta ad accogliere, sorridere, aiutare. Dopo la rivoluzione culturale del 68 e del femminismo la mamma si è trasformata, non più mamma, ma donna. Questa differenza di terminologia porta con se un cambiamento sostanziale. Vuol dire esssere madre, donna, moglie, figlia, casalinga, lavoratrice, amica, con hobbies, interessi passioni, desideri, paure, necessità.  Una situazione decisamente complicata e spesso molte donne faticano a conciliare dentro se stesse la molteplicità di ruoli che sono chiamate o che desiderano ricoprire. Lavorare tutto il giorno, vuol dire  sacrificare il tempo da dedicare ai figli, avere meno tempo per un’uscita con l’amica ecc… Ma negli ultimi due, tre mesi tutti noi abbiamo dovuto far i conti con il Covid19 e anche le mamme hanno dovuto adeguarsi.
Penso a M. che ha cresciuto tre figli da sola, mentre il marito è stato in quarantena; penso a C. che ha dovuto prematuramente salutare il marito e ora deve crescere due bimbi da sola, penso a T. che si destreggia fra smart working e impegni dei figli, penso a D. a casa in quarantena con i figli e un divorzio alle spalle o a S. alle prese con una figlia diversamente abile; penso a T., che ha perso uno dei genitori  e in questa giornata penso a tutte quelle mamme che, come me, si stanno impegnando a garantire un futuro migliore a tutte noi e a tutti i nostri figli! Grazie!
Questa introduzione è stata scritta dalla dottoressa Valerie Casati e D&F ha pensato di dare l’opportunità ad alcune mamme di spiegarci come hanno trascorso e continuano a trascorrere questo periodo di emergenza. Abbiamo pensato che da sempre in questa occasione gli auguri, le canzoni, i regali non mancano mai, ma che quest’anno sarà una giornata davvero particolare. Di seguito sono riportate alcune riflessioni e pensieri di alcune mamme che hanno voluto dare la loro preziosa testimonianza e alle quali va il nostro ringraziamento e i nostri infiniti auguri.
Gli auguri sono estesi a tutte le mamme con la convinzione che questo tempo sarà serbato nel cuore di ognuna come un bene prezioso a cui attingere per ripartire con tutte le forze e le capacità di cui disponiamo.

S.B.

“E’  come se il tempo si fosse fermato e quello che ci ha tolto ce lo stia restituendo sotto forma di qualcosa che solo ognuno di noi sa cos’è e come apprezzarlo”.
Mamma Rox

 

“In pochi mesi è cambiato tutto! Niente scuola, niente lavoro o poco lavoro, nuove regole, nessun contatto sociale, la preoccupazione dei propri genitori lontani da casa, occhi spaventati, espressioni celate dietro una mascherina. Insieme alla mia famiglia ho ritrovato una routine diversa, e poco alla volta mi sono rassegnata quasi sempre fiduciosa e positiva che arriverà una soluzione ed una fine a questo immenso tsunami! Il nostro motto quotidiano: #iorestoacasa #celafaremo#”.
Mamma Sabrina&Emma

 

“Dalla finestra di casa osservo il rallentare del mondo: ansia, paura, rabbia, delusione, un groviglio di sentimenti sorretti da un filo di speranza. Tutto è fermo… e da qui capisco quanto è bello camminare, abbracciare, guardare negli occhi i miei cari, essere solidali con la gente. Coraggio che tutto andrà bene e non dimentichiamo. E’ l’inizio di un cambiamento”-
Mamma Daniela C.

 

“Da mamma ho riscoperto il tempo, tanto prezioso, quello passato con te… tra risate e lacrime, giochi e lavoretti, compiti e videolezioni, tra ricette e yoga, cartoni e letture. Ho riscoperto un po’ di te e un po’ di me”.
Mamma Chiara&Carlotta

 

“Io, in questo periodo non mi sono fermata un attimo, anzi, lavorando in un supermercato ho lavorato il doppio, se non il triplo.
Ferie annullate, giorni di riposo saltati, il tutto per garantire il meglio alla clientela, che parliamoci  chiaro tutto sto gran rispetto per noi non l’hanno mai avuto (non rispettano la distanza, quando ti parlano si tolgono la mascherina, e devi sempre ricordarlo tu di metterla correttamente, vengono tutti i giorni, più volte al giorno per prendere due cose…) Per di più mio marito lavora nei trasporti, quindi anche lui ha sempre lavorato e i ragazzi? Quindi come puoi stare al alvoro tranquilla? Hai paura di essere contagiata stando a contatto con tanta gente  e di portare il virus a casa alla tua famiglia, in più stai con il pensiero che comunue a casa hai dueminorenni e se succedesse qualsosa? E quando torni a è finita? Certo che no! Devi fare i salti mortali tra registro elettronico, classroom e aule virtuali varie per risalire a tutti i compitì! Quello che spero è di tornare il prima possibile alla normalità, anche se guardandomi in giro (mi basta solo vedere al lavoro) mi aspetto a breve una ricaduta”. Mamma Sabry V.

“In questo perido mi sento come sospesa. Mi sono concetrata sualla mai famiglia per conciliare tempi e modi, per continuare a fare scuola e per gestire la casa, con una certa fatica. Vivendo chiusi tra di noi e senza grosse difficoltà né limitazioni mi è difficile percepire l’entità di quanto sta succedendo di fuori! Senza grosse difficoltà né linitazioni mi è difficile percepire l’entità di quanto sta succedendo fuori! E’ un po’ come vivere in una bolla da cui esco per brevi missioni per tornare poi in un mondo tutto sommato sereno e senza le sofferenze che il Covid sta ingliggendo ad altri”. Mamma Costanza

“Cosa è stato questo tempo? Tempo per stare connessa con me stessa, per capirmi un po’ di più, per trovare risorse, per formamri sul mio lavoro, per leggere un libro, per guardare serie televisive, per giocare con i miei bambini, facendo insieme, anche semplicemente facendoci le coccole, dandoci abbracci, prendendoci il tempo per stare e vivere il presente, il qui e ora”.
Mamma Aurora

“All’inizio nessuna consapevolezza, nessuna paura. Poi mio marito che scopre di essere stato a contatto con un positivo. Ho iniziato a preoccuparmi, ma per fortuna non è stato contagiato: poi però il momento più triste e doloroso è arrivato quando una mia amica ci ha comunicatoche il padre si era ammalato di covid. Lì il virus è diventato reale per noi che dove abitiamo, in questo angolo di mondo sperduto non avevamo sentito ancora il peso della verità. Dolore, sconforto. Impotenza. Invece da mamma non ho avuto e ancora non ho paurea per i  miei figli, sono sempre chiusi in casa. Per me questo è stato e continua ad essere un buon momento per stare insieme alla mia famiglia. Non ho preoccupazioni di alcun tipo per loro. Loro non escono e quindi non devo stare in ansia per il ritardo notturno. Mio marito che lavora intorno a casa, mi piace essere tutti insieme, vicini. Il lavoro purtroppo non sappiamo se l’avremo ancora. Cerco di non pensarci troppo altrimenti non dormo. Non vorrei tornare ai ritmi di prima anzi al solo pensiero mi fa venire il mal di stomaco”. Mamma Annalisa

“Essere mamma ai tempi del coronavirus ha significato per me passare dal terrore e dall’ansia, alla consapevolezza che dovevo essere un esempio positivo per i miei figli, per cui ho smesso di guardare i tg e mi sono imposta di leggere le notizie una volta al giorno. Ha significato riprendere in mano le redini della casa e destreggiarsi tra smart working, faccende domestiche e supporto ai ragazzi per le lezioni online, almeno all’inizio. Ha significato rimanere sveglia fino alle quattro di notte per prenotare la spesa online. Ma sopratttutti ho imparato. Ho imparato che ho una gran fortuna perché tutti i miei cari stanno bene, ho imparato che dai ragazzi dobbiamo imparare tanto perché loro meglio di tutti si sono adattati a questa situazione, ho imparato che dovrò fare un po’ di pulizie fra gli amici perché quelli sinceri li ho sentiti vicini anche in questo periodo, ho imparato… Be’, ho imparato anche a giocare alla Nintendo con i miei figli e, se non ci fosse stato il coronavirus, certamente  non l’avrei mai fatto”. Mamma Cinzia

“La fase due è iniziata e ci prepariamo a un nuovo periodo; riflessioni veloci su quello trascorso. La vita continua nonostante tutto. La vita è preziosa e, come sempre, io continuerò a sperare, a miliorare e sognare e a trarre il positivo (anche dopo questa brutta esperienza) dobbiamo sempre trovare il buono in noi e in ciò che ci circonda”. Mamma Rosy

“Ho vissuto due mesi emotivamente intensi, ho rivoluzionato la mia vita lavorativa per l’ennesima volta, ho dato la precedenza ai miei figli e alla loro nuova quotidianità senza per questo rinunciare a parte del mio lavoro, la parte bella; quella del rapporto tra esseri umani. Ho dato conforto a chi lo ha cercato, ho aiutato chi ne aveva bisogno e ho trovato la forza per affrontare questo tempo cosi fermo e sospeso negli sguardi sereni e negli abbracci dei miei figli, ho ssentito la mancanza del contatto con la natura, ma la pace che ho ritrovato non ha prezzo. Sono grata per le belle persone che ho conosciuto e per il tempo che mi è stato concesso. Questa nuova realtà fatta di semplicità quasi essenziale credo che accompagnerà me e i miei figli per tanto tempo”. Luisa, mamma di tre splendide creature.

“Mamma di un figlio unico al tempo del covid! Momenti della nostra vita quotidiana. Mio figlio: mamma giociamo a palla? Mamma guardiamo una serie tv? Mamma sistemiamo il giardino? Mamma facciamo merenda? Io: «G. svegliati, è ora di alzarsi. G. hai finito i compitie li hai caricati?» Mio figlio: «Hai tagliato l’erba? Prepariamo la cena insieme?» Perché oltre al fatto di non poter uscire, non ci sono ragazzini con cui condividere le giornate e perfino litigare, essendo figlio unico. Questi i miei giorni da mamma ai tempi del covid. Sono una mamma cha lavora full-time, non ho fatto smartworking perché la mia azienda era tra quelle che poteva continuare a rimanere aperta e lavorare anche se in maniera ridotta rispetto al solito. Questo mi ha dato la possibilità di lavorare (e quindi uscire di casa) a giorni alterni, ma anche di rimanere a casa a giorni alterni! Mio figlio, invece e ovviamente, a casa per tuttto il tempo. Per le prime settimane abbiamo cercato di mantenere una quotidianetà simile a prima del covid. Colazione, compiti, lezioni online, compiti, pomeriggi riempiti con giochi e altro. Immagino la sua noia mortale, perché non solo le giornatesono state lunghe ma anche le settimane e quindi i mesi. Non vedere mai nessuno, non poter uscire e fare un giro in bici, non poter nemmeno andare a fare la spesa e non aver nessuno con cui giocare. Mi sono quindi ritrovata a essere l’amica 13enne di un ragazzino che aveva bisogno di un amico per sfogarsi, sia fisicamente che emotivamente! Qualcuno che condividesse con lui anche le cose più stupide che a quell’età (si sa) la fanno da padrona. Ma questo ci ha rinforzati, stringendo ancora di più il rapporto che abbiamo. Quindi, periodo pesante per gli adulti ma per per i figli unici sicuramente peggio!”. Mamma M.

“Questo periodo per me è stato durissimo. Avendo putroppo subito due lutti importanti a causa del Covid devo ammettere che ci sono stati giorni in cui mi sono dimenticata di essere anche una mamma. Ero diventata solo la figlia del padre che era venuto a mancare. In quei momenti però, proprio i miei figli mi hanno preso per mano e mi hanno sostenuta; tutte e tre, a modo loro. Ho ritrovato i loro abbracci, i loro sguardi. Abbiamo condiviso giorni di lacrime e dolore, ma siamo riusciti dopo tanto tempo a condividere anche pranzi, cene e momenti di svago. Ho imparato a guardare anche i loro lati positivi e ad accettare ogni loro gesto senza troppre domande e pretese. Quando ero in balia di me stessa e del mio dolore loro c’erano e questo mi ha riempita di gioia. Perché nonostante siano grandi, ognuno fatto a modo  proprio e  gli scontri inevitabili, sono stati capaci di farmi capire che mi vogliono bene”. Mamma Simona

Tempo lento. Chi l’avrebbe mai pensato? Abituate a una vita frenetica, fatta di orari e scandita dai nostri impegni e dai turni di lavoro, ci siamo ritrovate sempre a casa, sempre insieme. Senza orologio, senza fretta. Abbiamo raggiunto subito un nuovo equilibrio e grazie al tuo carattere allegro e alla tua sana ingenuità, hai permesso alla nostra famiglia di vivere questo brutto periodo con ottimismo e serenità. Grazie!”
Mamma Linda&Ginevra

“Come stiamo affrontando questo periodo con Francesco? Che domanda! Sicuramente, come tutti, abbiamo dovuto stravolgere le nostre abitudini; a Francesco, cui bisognerebbe anticipare e spiegare i cambiamenti, è stata tolta dall’oggi al domani la scuola, i compagni, le terapie e la piscina. Inizialmente per lui è stato come andare in vacanza in anticipo e tutto sommato l’ha presa bene anche perché è un grande amante dello stare a casa. Dopo la prima settimana di euforia per le vacanze inaspettatesono sopraggiunte ansia, noiai, stereotipie, regressione e tendenza adisolarsi sempre maggiore. Immagino che tanti traguardi “sociali” raggiunti fino allo scorso febbraio saranno da riconquistare. Ci sono stati di grande aiuto e lo sono ancora la scuola e il centro dove F. fa terapia che con molteplici proposte e rimodulazioni ci hanno aiutato ad affrontare giorno pergiornotutte le problematiche che insorgevano. Se dobbiamo cercare l’aspetto più faticoso per noi è il dovere stare sempre con Francesco “attivamente” per evitare che gli effetti più negativi di questo peridodo peggiorino. Di conseguenza anche il piccolo spazio personale che prima avevamo per pensare, riposarsi, riflettere e rielaborare non c’è più perché Francesco e l’altra nostra figlia lo impegnano tutto. Però tuttto sommato, grazie anche agli aiuti che riceviamo e agli sforzi di Francesco, ce la stiamo cavando. Speriamo di tornare in breve tempo al nostro tran tran quotidiano che dava serenità e sicurezza a tutti.” Mamma Alessandra& Francy

“Quell’anno mi privarono della primavera, e di tante altre cose, ma io ero fiorito ugualmente, mi ero portato la primavera dentro, e nessuno avrebbe potuto rubarmela più”. Una frase tratta da un racconto più lungo di Alessandro Frezza, che mi ha fatto pensare ai nostri ragazzi, figli nipoti, amici, alunni. Sono certa che da questa brutta esperienza sapranno trarre il meglio, uscendone più maturi e forti”. Mamma Caterina

“Mamma… una parola che evocata cancella ogni pregiudizio che riguardi le donne che si esile, in carne, giovane matura non c’è figlio che non pensi che la sua mamma sia la più bella al mondo e oggi non c’è desiderio più grande che proteggerla anche andando contro la voglia di abbracciarla o anche semplicemente toccarla, come fosse un fiore bellissimo, ma fragilissimo da posare delicatamente in una teca di vetro. E allora con questo mio abbraccio virtuale voglio dedicare tre semplici parole alla mia mamma: ti voglio bene!“
Mamma Valeria



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