Riceviamo e pubblichiamo la riflessione del presidente del Granaio Costantino Scopel (sotto nella foto) residente a Cernusco Lombardone.
Bersagliato dalle TV, dai media e dalle chiacchiere quotidiane su come l’Italia si trovi in un baratro, mi sono interrogato: ma ci sarà qualcosa di buono ancora in Italia?
Io spero di sì ma guardo nella piccola comunità del nostro paesello e mi consola alquanto. Quello che succede attorno a noi, senza dubbio accade anche su tutto il nostro territorio nazionale, lo considero degno da additare per una civiltà moderna.
Vi è un gruppo di persone in Cernusco che chiamarli angeli è un po’ declassante.
Sono quel gruppo di volontari che si associano sotto il nome di Vo.Ce. e che tutti i giorni sacrificano parte della loro giornata per i trasporti di chi ne ha bisogno, per distribuire i pasti alle persone anziane, per accompagnare persone di una certa età per visite mediche, per portarli a fare la spesa e, non contenti, danno il loro appoggio ad altre realtà del territorio; dare sicurezza ai bambini che vanno a scuola, sono pronti a indossare guanti e raccogliere i rifiuti abbandonati dei cosiddetti ‘benpensanti’. Questi ultimi “generi di animali del nostro tempo” sono coloro che non hanno nessun scrupolo a sporcare e rovinare il nostro territorio, naturalmente predicando nei bar e in casa loro la morale indispensabile, essenziale alla nostra comunità.
Non ci si parla, o si parla male, persino del dirimpettaio sul pianerottolo del condominio.
Non tutto però è negativo. Vi è una popolazione di animo buono che ha compreso che non tutto è dovuto dai nostri amministratori. Che le società si costruiscono con lo spirito di iniziativa e collaborazione dei singoli e, se in Italia le cose vanno male, è perchè la percentuale di queste persone (che si impegnano) si sono ridotte, forse a una percentuale ridicola. Possiamo dire l’1%? Sono troppo ottimista? Non rimproveratemi!
Quando esci di casa al mattino e vedi queste persone: lo sconcerto, positivo, è sempre impressionante.
Questa meravigliosa associazione di volontari, che non hanno una collocazione politica (ognuno di loro la penserà, giustamente, in un modo o in un altro), ha una motivazione unica ‘fare qualcosa per gli altri’. Specialmente per i più bisognosi. Ora non voglio fare nomi: se ne facessi qualcuno, ne trascurerei qualcun altro e non mi sembra corretto.
Ma l’iniziativa partì, allora, dal vicesindaco cernuschese Angelo Guzzon che raccogliendo le istanze di alcuni cittadini che volevano fare qualcosa per il loro paese e constatando le necessità più urgenti, prese la macchina del Comune e iniziò. Il meccanismo messo in moto funziona ancora. Non a caso li ho chiamati “angeli”. Lui ha cominciato a uscire con un mezzo del Comune per fare qualche servizio accompagnato da amici. Amico dopo amico è nata questa associazione che provvede a ciò che l’Amministrazione ha rinunciato a fare. Purtroppo, giorno dopo giorno, constatiamo che le persone che hanno voglia di lavorare per la comunità sono sempre meno.
La maggior parte dei pensionati preferisce comprare un cagnolino e specializzarsi sul colore delle deiezioni che la sua ‘creatura’ disperde nei giardinetti che dovrebbero essere posto di gioco per bambini.
Tutti i governi, le Amministrazioni di vario grado, precedenti e presenti, le Amministrazioni locali hanno sempre cercato di anestetizzare le coscienze di ogni cittadino, hanno sempre dimostrato che vale solo il potere per loro e non il bene comune. Come potete spiegare che in un Comune piccolissimo come il nostro nel momento delle votazioni ci siano tre raggruppamenti che vogliono imporsi?
Tutte persone che vogliono dare la loro vita per la comunità? E se guardate bene ai loro curricula, difficilmente li vedete con una vita spesa per aiutare gli altri. Chi fa del bene lo fa senza volersi mostrare e senza pubblicizzarsi.
Vuole l’anonimato e dialoga solo con la sua coscienza. Invece i nostri politici tradirebbero i loro più stretti amici pur di salire a un potere e mettersi in mostra. La vanità, ereditata dal comportamento dei nostri governanti negli ultimi decenni, ha ormai pervaso ogni anima e si va verso, non una capacità di fare le cose, ma la capacità di fare dei post nei quali compiacersi come degli autentici beoti che si guardano allo specchio e ridono soddisfatti.
Il constatare che qualcuno ragiona ancora, dà un attimo di respiro quotidiano.
I Comuni sono alla base dello spreco di risorse nazionali. Perché? Facciamo un esempio.
Un direttore di una banca di Paderno d’Adda mi raccontava un aneddoto e una sua esperienza di vita. Circa venti anni fa gli impiegati della sua banca erano circa 15; nel contempo negli uffici di un Comune con circa 4000 abitanti vi lavoravano quotidianamente 4, 5 persone. Dopo vent’anni la banca ha ridotto il personale a quattro persone raddoppiando il fatturato. I Comuni, parlo in generale, dopo venti anni, hanno occupato almeno quindici persone con i medesimi abitanti. La tecnologia ha permesso questo alla banca questa trasformazione, la politica invece ha trovato il modo di sprecare i nostri soldi contribuendo alla disfatta del nostro Paese e riducendo i nostri servizi sociali alla stregua di un Paese del terzo mondo. E con 4, 5 persone di allora i servizi offerti ai cittadini erano di gran lunga superiori. Se avevi bisogno di un passaporto, andavi in Comune e in una settimana ci pensavano loro a procurarmelo.
Oggi è difficilissimo avere un passaporto e con tempi lunghissimi. I nostri vigili erano presenti sul territorio e contribuivano alla buona funzione quotidiana del paese.
Presenti con i bambini che si avvicinavano alla scuola, alle funzioni più importanti religiose e altro. Le nostre forze locali mappano il territorio conoscendo ogni angolo e i movimenti delle persone residenti. Ora vi sono un mucchio di persone negli appartamenti, anche senza permessi di soggiorno, e le autorità comunali non sanno nulla e tranquillamente preferiscono ignorarne la presenza.
Ma i Comuni hanno avuto un’idea geniale: creare Retesalute. Questa organizzazione avrebbe dovuto supportare i Comuni per gestire il sociale. Dai risultati che appaiono al momento l’assistenza sociale è peggiorata. Si è creato, come al solito un grande carrozzone politico nel quale infilare, sindaci in scadenza, assessori mai eletti e riempirlo di personale,e naturalmente non portando alcuna riduzione di costi ai Comuni singoli. Un carrozzone politico come al solito. Quanto era molto meglio quando i Comuni si occupavano personalmente dei bisogni del loro territorio. Conoscevano molto bene i bisogni dei loro cittadini e li soddisfacevano molto meglio di ora. Ma oggi la politica è fatta così e dobbiamo rassegnarci. Una cosa però i Comuni hanno ottenuto. Hanno trovato il colpevole. Quando chiedi qualche servizio ti rispondono: “Ormai dipendiamo da Retesalute”.
Meglio riempire i Comuni di dipendenti, che dare servizi alle persone. La digitalizzazione, il mondo di internet non è servito a nulla per i nostri Amministratori; invece di andare verso il futuro si preferisce andare verso il Medioevo.
Per fortuna sopperiscono un po’ questi “angeli di Cernusco”.
Un grazie a questi volontari che mantengono un po’ di struttura umanitaria-sociale e costituzionale in questo momento drammatico per la politica.
Costantino Scopel

