Era mia intenzione il mettere un titolo di fantasia, ma poi mi sono convinto che l’argomento trattato non poteva chiamarsi diversamente. Ma un mio tour in Marocco e specialmente a Casablanca, dove ho visitato il vecchio mercato degli schiavi, mi ha fatto riflettere come la storia non cambia mai, si adegua.
Oggi la politica non commercia più schiavi per i campi di cotone, ma li usa, questi disperati, come fonte di reddito in nome della carità umana diventata una parola d’ordine per giustificare il sociale a cui si aggrappano tutti destra e sinistra.
E in questo mondo, con la propria categoria, vi sono anche i disabili; mondo nel quale avviene di tutto nella migliore tradizione italiana, mafiosa e senza alcuna morale.
Lo spunto me lo dà una situazione creatasi in questi ultimi tempi. Stiamo parlando di una ragazza disabile ricoverata in una casa alloggio perché orfana di padre e con la madre ricoverata con disabilità estrema e pertanto non in grado nemmeno di assisterla. Ora siamo in tempi di COVID-19 e una mattina questa ragazza si sveglia con febbre alta. Immediatamente viene portata in ospedale e analisi dopo analisi viene accertato che lei non ha alcun problema con il COVID-19. Ha però molte patologie al cuore con continui cedimenti e guarda e riguarda gli viene scoperto anche un carcinoma. Si potrebbe operare, ma il suo cuore è troppo debole e sicuramente cederebbe sotto anestesia. Ora il nostro sistema sanitario (il migliore del mondo secondo “il vangelo di Formigoni”) decide che questa ragazza potrebbe andare a casa e farsi curare dai famigliari, l’ospedale ha già speso troppo pertanto bisogna cacciarla e che si arrangino i parenti. Ma i famigliari non ci sono, non sono in grado, e l’ASST tenta di rispedirla alla casa alloggio. Tuttavia la casa alloggio non ha personale per curare un malato terminale. La casa alloggio ha solo due persone ogni sei ore, che curano 10 ragazzi e non si possono abbandonare a sé stessi 10 persone non autosufficienti per assistere continuamente questa persona. Queste case alloggio sono state create per ospitare disabili autosufficienti, ma al momento della malattia sono affidate al sistema sanitario.
Ci sarebbero invece le famose RSD -Residenza Sanitaria per Disabili. Ma, guarda caso, non c’è posto. E qui nasce la mia narrazione. Le RSD nascono per alloggiare i disabili gravi, non autosufficienti e viene dato un contributo dalla Regione che può arrivare a 115 euro al giorno.
Quando la Regione aveva intenzione di istituire queste case alloggio, i “volponi” delle Cooperative amiche, che regnano in Regione e che fanno la comunione tutti i giorni, percependo l’affare, hanno aperto diverse case denominate RSD. E guarda caso, poco dopo la Regione ha emanato il decreto che le autorizzava. Tante le altre cooperative che hanno tentato di farsi accreditare in regione ma hanno trovato le porte chiuse; chi c’era tutto bene e chi non c’era no accreditamento, non ci sono fondi. Questi accreditamenti sono stati fatti da Natale al Capodanno, quando la gente era in ferie e nevicava (anno 2005); io ero presente e ho partecipato a questa gara – persa in partenza.
Ma la fame di soldi di queste cooperative accreditate, che hanno i loro rappresentanti nel governo attuale della Regione, non si è fermata al contributo della Regione. Soldi, soldi e soldi vogliano tanti soldi! E cosa hanno inventato queste RSD? Quando un genitore aveva necessità di ricoverare il figlio veniva loro richiesto un contributo, che andava dai 50 ai 100 euro giorno. Che sommati a quanto percepito dalla Regione facevano in totale 200 euro al giorno. E non contenti ancora, soldi, soldi e soldi, hanno cominciato a inserire disabili che erano autosufficienti senza particolari problemi sanitari e che sbrigavano tutti i loro bisogni da soli senza l’aiuto. E qui avveniva il mercato dei disabili, queste RSD sono andate alla caccia di disabili autosufficienti, mentre la legge prevedeva che questi disabili andassero nelle Case Alloggio (CSS). Queste ultime erano case che la legge nazionale prevedeva per i disabili meno gravi e autosufficienti, che dormissero in queste case ma di giorno avrebbero dovuto frequentare centri e anche posti di lavoro. Non per nulla la loro denominazione è ‘Casa Famiglia’ perché contemplavano di rispettare la famiglia classica; di giorno qualche attività ed alla sera tutti riuniti come una famiglia. Hanno fatto una campagna di acquisti così potente, le RSD, sino al riempimento delle loro case ed hanno lasciato furori i disabili non autosufficienti, gravi, che avrebbero dovuto essere assistiti da loro e dalla sanità pubblica, con un consistente contributo. Le associazioni hanno tentato disperatamente di reclamare, di far ragionare le oggi ASST. Ma il loro sorrisetto di superiorità diceva: ma cosa volete voi, qui comandiamo noi!!. I dirigenti erano tutti nominati dalla politica regionale e ben si guardavano dall’intervenire su questo commercio di disabili. Ma loro, le ASST, si autoassolvevano, creando squadre e plotoni di controllori, magari equipe anche di sei persone che non controllavano assolutamente nulla della sofferenza del disabile, del loro collocamento, ma che in compenso taglieggiavano queste Case Famiglia con continue ispezioni, con continue multe per un nonnulla e con continue disposizioni che andavano ad aggravare la situazione economica di queste case alloggio. E nel frattempo questi disabili gravi, se non vi erano posti dove andavano? Ma naturalmente nelle Case Famiglia, non attrezzate per questo scopo.
Mancando i genitori da qualche parte bisogna pur metterli! Ma ci pensavano gli ispettori a dettare provvedimenti e ingiunzioni che permettessero anche a questi disabili di avere un controllo sanitario adeguato, al fine di deresponsabilizzare i controllori e senza ricevere i 115 euro giornalieri come le RSD.
Aggravando il peso economico, i gestori debbono rivalersi sui genitori che pagano anche 100 euro al giorno. Ma come si può trovare una famiglia che possa pagare queste cifre? A questo punto la spesa sanitaria che spetterebbe alla Regione viene scaricata sulla Regione o sui Comuni, terminale ultimo. Ma Il Comune non vuole prendersi in carico anche se vi sono leggi approvate a suo tempo da tutti i partiti, leggi giuste che però non vengono applicate dai vari amministratori. Preferiscono assumere avvocati, con migliaia di euro, dei cittadini, e combattere questi “criminali disabili” che pretendono i loro diritti.
Ed è qui che si generano cause su cause al TAR, fortunatamente vinte dal disabile e con condanne ai comuni. Naturalmente il perdere una causa costa denari ma chi se frega, i soldi sono dei cittadini e non degli amministratori. Ma queste cause possono durare anni e anni e la famiglia del disabile, già provata per tutta la vita da questa disgrazia (le suore le chiamano il volere di Dio, che sa benissimo cosa sta facendo!) non ha la forza di sostenere psicologicamente queste diatribe e si affida alle elemosine dei comuni, che avrebbero invece tutti i fondi necessari per tali situazioni; ma questi fondi bisogna richiederli, alla Regione o allo Stato, ma l’iter comporta qualche ora di lavoro e chi se la sente più di lavorare? Stiamo scherzando? Per un disabile poi! Meglio dare 35/40 euro a un immigrato clandestino, che giochi tutto il giorno con le sue chat e che ha un tetto e delle lenzuola pulite, tre pasti al giorno, piuttosto che aiutare un disabile Italiano, nato in Italia. Meglio andare in chiesa, quando ci sono eventi, e autocelebrarsi.
Loro i sindaci, intervenendo in funzioni religiose, vorrebbero dire: «Mi dovete fare santo subito, sono stato eletto dal popolo e fatelo subito senza aspettare la mia morte! Poi li vedi questi rappresentanti dei partiti che continuamente in televisione, giorno dopo giorno, ora dopo ora si professano missionari del sociale. Destra e sinistra centro e tutta questa popolazione che pensa solo al loro potere e ai loro fornitori e appalti, mai al sociale veramente. E concludendo, come è stato accertato per i rifugiati, o meglio per i clandestini, anche per i disabili si lavora solo ed esclusivamente per accumulare soldi, che penso poi ritornino ai partiti che hanno creato queste cooperative ad hoc.
Costantino Scopel
Il sociale in Italia
Il calderone cerebrale…… dove sta dentro qualsiasi cosa
è l’organizzazione del lavoro…. i conti della spesa……. i poveri la casa
è un assistente premurosa che ti rincalza il letto …… come una sposa.
Il sociale è il passatempo della demagogia……. politica mondiale
è l’alibi dell’uomo di sinistra ……. che se lo porta a casa e lo riveste
di ideologia….. così adatta a far passare meglio ….. qualche vecchia idea
è l’anno dell’handicappato….. è l’anno della pace l’anno del concilio
la gente guarda e si diverte come a un cinemino a domicilio…… Il sociale ha vinto ha avuto ragione
il sociale ha vinto con raffinato adescamento…….. e .coercizione
col gran bombardamento e la sua furia smisurata……. di seduzione ……Il calderone cerebrale
dove sta dentro qualsiasi cosa……. è l’organizzazione del lavoro…. i conti della spesa
i poveri la casa ….. è un assistente premurosa che ti rincalza il letto….. come una sposa.
Il sociale è il passatempo della demagogia ….. politica mondiale…… è l’alibi dell’uomo di sinistra
che se lo porta a casa e lo riveste….. di ideologia…. così adatta a far passare meglio….. qualche vecchia idea
è l’anno dell’handicappato…. è l’anno della pace l’anno del concilio
la gente guarda e si diverte come a un cinemino a domicilio….. Il sociale ha vinto ha avuto ragione
il sociale ha vinto con raffinato adescamento….. e coercizione
col gran bombardamento e la sua furia smisurata ….. di seduzione
stanateli.. stanateli… stanateli.
stanateli.. stanateli… stanateli.
Giorgio Gaber aveva preso atto del sociale in Italia 50 anni fa: nulla è cambiato

