Una settimana intensa dal 26 luglio all’1 agosto, quando adolescenti e giovani dell’oratorio San Luigi di Cernusco hanno raggiunto con il parroco don Alfredo Maggioni il Trentino; lunedì è stata raggiunta la meta di Pejo a quota 3 mila metri, dove è stato emozionante scivolare sulla neve in prima estate!
Il giorno seguente hanno raggiunto in treno la città di Trento dove hanno potuto visitare il castello e la cattedrale di San Vigilio.
Mercoledì i ragazzi hanno dovuto affrontare mezz’ora di camminata intensa per raggiungere le cascate del Pison; successivamente hanno raggiunto il torrente dove si sono divertiti a bagnare i piedi e qualcuno anche a scivolare dentro il torrente bagnandosi completamente.
Giovedì dopo aver preso treno e pullman sono arrivati all’abbazia di San Romedio dove è stata celebrata la Messa. Dopo aver pranzato, si sono messi subito in cammino per arrivare ai due laghi, dove hanno trascorso tutto il pomeriggio in tranquillità e al fresco.
Venerdì 31 giornata memorabile e avventurosa per il gruppo: l’itinerario poteva essere scelto dai ragazzi: giro in bicicletta, parco avventura, paintball oppure rafting. i più gettonati sono stati quest’ultimi.
Infine l’ultimo giorno i ragazzi si sono dati alla pulizia dell’hotel. Nonostante le diverse fasce d’età hanno comunque formato un gruppo unito dove il piacere di stare insieme non è mai mancato.
Un ringraziamento speciale da parte dei giovani a don Alfredo che ha saputo tenerli uniti e impegnati.
«La spinta e la benedizione di Dio erano palpabili – ha commentato il parroco – al termine di questa esperienza abbiamo toccato la Sua provvidenza! E la cosa ci ha lasciato soddisfatti. Ringrazio per questo tutti gli adulti che hanno collaborato e lavorato con me e chi ha pregato per noi. Da ora dobbiamo pensare all’anno nuovo difficile dal punto di vista umano; dovremo riorganizzare gli spazi e ripensare a tutta la vita dell’oratorio e quindi abbiamo bisogno di più gente. L’ultima parola che proprio ci siamo detti coi ragazzi al termine di questo campeggio è “ci sarà bisogno di te in oratorio”, dando quanto hai ricevuto in questi giorni, perché l’egoismo isola ancora di più della mascherina…»
A.B.





















