Luca Bonfanti all’età di quindici anni si traferisce con i genitori da Lecco a Cernusco, paese natale del papà Gianluigi che trasmette al figlio la passione per le macchine e i motori. Capoofficina per lavoro in una concessionaria, Luca, dopo aver collaborato come istruttore con Quattroruote e altre scuole di pilotaggio su pista, dal 2012 ha aperto la sua scuola, I Drive, presso l’autodromo di Monza e dal 2020 è team manager della squadra I drive racing team che ha esordito nel campionato FX Italian Series categoria turismo, conquistando il podio con un brillante secondo e terzo posto.
Sposato con Eleonora, che fa parte del team, ha un figlio al quale ha voluto dare un nome che richiama il mondo dei motori, Tazio come il grande Nuvolari, pilota automobilistico del lontano passato, ma pare non sarà un nome un destino, perché il figlio di dieci anni ha già fatto capire che la sua strada sarà un’altra.
Da dove nasce la tua passione per i motori?
La passione per i motori mi è stata trasmessa da mio padre che è stato capoofficina di tante concessionarie di vari marchi e collaudatore Alfa Romeo e ha avuto anche un passato da pilota, gareggiando negli anni Settanta nel campionato italiano turismo con le Alfa Gt.
La passione mi ha portato a correre su pista iniziando con il campionato italiano di formula junior nelle monoposto dal 1996 al 2002 con un team privato composto da me, mio padre e un amico e poi ho corso con i Go kart fino al 2010 nel campionato italiano ed europeo, facendo anche dei buoni risultati.
La presenza di mio padre è stata una costante. Da piccolo mi portava con lui a provare le macchine e quando correvo, dopo il lavoro, andavamo alla macchina da corsa e facevamo tardi. Oggi con il mio team mi segue da lontano, ma i suoi consigli sono sempre preziosi. La mamma Annamaria, pur non capendo nulla di motori, ci ha sempre lasciato fare e questo starci vicino a suo modo per noi ha contato molto.
Ci parli della tua scuola di guida su pista?
E’ rivolta a tutti coloro che vogliono fare dei giri in pista per divertimento, per passione o per regalo, ma anche a chi vuole intraprendere un percorso di istruzione di guida in pista.
Io con i miei istruttori, che sono piloti che fanno gare a livello nazionale e internazionale, sviluppiamo le capacità di queste persone migliorando la loro performance in pista utilizzando delle Renault Clio, modificate a livello di assetto in modo che la guida in pista sia più piacevole, dinamica, veloce e alleggerite, con gomme da pista per garantire un buon divertimento ma anche la sicurezza. Invece l’auto da corsa ha altre specifiche che la rendono più difficile da guidare ma anche più veloce.
Chi sono le persone che fanno parte della tua squadra?
Nel team fanno parte i due piloti che sono Stefano Fecchio di Milano e Paolo Corradin di Varese che arrivano dalla mia scuola di pilotaggio, è da lì che è venuta l’idea di creare la squadra racing e abbiamo investito per portarli in pista ottenendo dei buoni risultati. Durante il campionato guidano la stessa macchina che è una Clio RS ma sono impegnati in due gare diverse. La parte contabile, commerciale e social sia del team che della scuola di pilotaggio è seguita da mia moglie Eleonora, che si occupa anche della parte logistica, come per esempio la disposizione del box all’interno della pista e le prenotazioni degli alberghi durante le trasferte. Nel team c’è anche un meccanico e un responsabile che segue al muretto dei box, prende i tempi, comunica con i piloti, scandisce gli orari, segue tutta quella parte di comunicazione tra la parte tecnica che seguo io e la parte d’ingresso pista.
Che ruolo hanno gli sponsor?
Gli sponsor che ci supportano sono tutti della zona e sono sponsor tecnici, ovvero non danno soldi ma prestazioni tecniche vere e proprie, supportano il team con le loro prestazioni lavorative (officina, gommista, carrozziere, grafica). Ci sono poi anche gli sponsor dei piloti che supportano economicamente la stagione dei piloti stessi. Il motorsport è uno sport costoso, mettere la macchina in pista, mettere la benzina, mettere le gomme, i particolari tecnici, le iscrizioni, i trasferimenti implica dei costi e chi vuole correre deve sostenere il costo di questa sua attività. Gli sponsor sono un grosso aiuto, più soldi arrivano e più si riesce a investire nella macchina, nei test, nelle gomme nuove…
Quando saranno le prossime gare?
Il campionato che doveva iniziare a marzo per terminare a ottobre è stato posticipato per emergenza Covid e a giugno a Varano dè Melegari c’è stato il debutto nel quale a sorpresa abbiamo raggiunto il podio con un bellissimo secondo e terzo posto. Il tutto si è svolto a porte chiuse, con personale limitato per team e con tutte le restrizioni previste, come saranno le successive gare che si disputeranno ravvicinate. La prossima sarà ad ottobre e si correrà anche a novembre, periodo non favorevole per le corse su pista viste le condizioni meteorologiche.
I prossimi circuiti saranno Cervesina, Adria e Magione, purtroppo Monza non è in calendario. A Vallelunga non andremo, se il budget non lo consente si possono saltare anche delle gare.
Come sta andando la tua squadra?
Dopo gara uno come punteggio eravamo secondi, non avendo fatto la seconda di campionato ora siamo quinti.
Sono però fiducioso. Abbiamo fatto i test prima della gara e i riscontri cronometrici ci davano dei buoni segnali, vedendo anche i tempi degli avversari ci siamo, anche se i test sono sempre un po’ relativi. Essendo la prima esperienza per questi ragazzi come racing è molto importante considerare l’aspetto psicologico, perché è diverso girare in pista con gli avversari, con la pressione della competizione, con i contatti e le strategie. Seguire un pilota significa supportarlo a livello tecnico ma anche psicologico e tutta la mia esperienza la trasferisco a questi ragazzi e sono molto contento perché mi ascoltano e ottengono i risultati. Non pensavamo di andare a podio nella prima gara ed è stato davvero molto emozionante, sapevamo che potevamo fare bene ma non così bene quindi ora dopo questo risultato bisogna andare a vincere.
Avresti voglia di ritornare a correre?
Anni fa mi avevano chiesto di ritornare in pista, ma se non scatta nella mia testa la competizione, la voglia di correre per ottenere il massimo risultato allora non mi interessa andare a fare le gare. Ogni tanto mi piace salire sulla macchina, provarla per capire se quello che mi dicono i piloti è vero, ma ora voglio solo che la macchina con i miei piloti possa ottenere il massimo.
M.C.










