PROLUNGAMENTO TANGENZIALE, NECESSARIO?

Ogni dieci anni ritorna l’ipotesi di prolungamento della tangenziale est, interessante direttamente o indirettamente i Comuni di Osnago, Lomagna, Cernusco, Merate, Calco, Olgiate, Airuno, Olginate e Valgreghentino.
Il nuovo tracciato è comparso nel Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale (PTCP) di Lecco, un anno fa, in previsione delle Olimpiadi Invernali del 2026. In Valtellina, la Provincia di Lecco, sembra su imput della Regione, convocò una riunione fra i Comuni interessati, per possibili finanziamenti erogabili in vista delle Olimpiadi stesse. Dellariunione non si lessero comunicati, solo interviste a qualche sindaco; è passato un anno e dell’iniziativa non si è più parlato. Non si capisce il nesso del progetto con le Olimpiadi.
Non esiste neppure uno studio di fattibilità, ma solo una linea tracciata sulla cartografia della Provincia. Se si incominciasse a scavare ora si arriverebbe in tempo, per le Olimpiadi, solo se fossimo in Cina; ci vorrebbero 10 anni se fossimo in Giappone o Svizzera, decenni poiché siamo in Italia.
A prescindere dalle Olimpiadi, prima di procedere alla progettazione sarebbe auspicabile una rilevazione dei flussi di traffico sulla SP342 al fine di verificare l’effettiva capacità della variante nel drenarlo. Per l’ipotizzato prolungamento sul territorio di Merate, nel Piano Generale del Traffico Urbano (PGTU) è riportata la simulazione dei flussi conseguenti; pur datata perché effettuata 12 anni fa, essa rilevava come solo il 25% del traffico sulla provinciale verrebbe drenato. Infatti la provinciale è interessata non solo dai flussi nord-sud e viceversa, ma anche da immissioni est-ovest/ovest-est, sarebbe opportuno simulare con modelli matematici l’effetto drenaggio.
Solo allora si avrebbe la possibilità di valutare il rapporto costi/benefici e prendere una decisione ponderata.
Altre sono le priorità per la mobilità, per esempio .la ferrovia Milano Tirano il cui stato è noto a tutti ed in particolare ai pendolari.
Grave carenza si verifica nelle interconnessioni ferro-gomma per cui i parcheggi delle stazioni nel tratto interessato al raddoppio, sono saturi e le corriere del Trasporto Pubblico Locale (TPL) che faceva capo alla Provincia ed ora, ad un fantomatico Ente Interprovinciale, viaggiano vuote con fermate prive di pensiline e con cartelli orario illeggibili; i Comuni di dette stazione non sono serviti, determinando la necessità dell’automobile. Anche sul TPL, ogni vent’anni, compaiono studi di fattibilità, disattesi dalla Provincia. Si guarda al traffico automobilistico, a scapito dei pedoni e dei ciclisti e non si sa se verranno utilizzati i tratti ferroviari disattivati, a seguito del raddoppio.
Anche la “Greenway” è rimasta sulle carte. La Provincia, dimezzata nella struttura e nei finanziamenti, ha carenza di fondi per la manutenzione delle scuole superiori e delle strade e i soldi mancano per opere ritenute non prioritarie, se non superflue.

Riferimenti: Sito della Provincia di Lecco: (PTCP) – Revisione 2014; Sito del Comune di Merate: (PTCPU anno 2007); Progetto di Polinomia s.r.l., Agenda 21 meratese.

Comitato Terra!



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