Domenica durante la Messa delle 10.30, celebrata da don Biagio Fumagalli cappellano del Mandic, 18 bambini di quarta elementare, accompagnati dai loro catechisti Maria Rosa, Antonio e Marina, si sono presentati davanti a tutta la comunità e hanno chiesto di essere ammessi tra coloro che desiderano incontrarsi con Gesù nell’eucaristia.
«Intraprendere questo cammino richiede impegno, costanza e fedeltà e da soli, forse, non potrebbero farcela – ha spiegato la catechista – Per questo loro, insieme ai loro genitori e noi catechisti, con semplicità chiedono di essere accompagnati e sostenuti dalla preghiera comune e questo è il loro desiderio. In questo ultimo periodo i bambini hanno cominciato a frequentare la catechesi, si sono preparati per questo momento e con il consenso dei loro genitori hanno consegnato il loro nome per essere chiamati».
Giovanni, Greta, Daniele, John, Mario, Christian, Christian D., Emma, Gaia, Veronica, Margherita, Camilla, Aurora e Gioele sono stati chiamati sull’altare e hanno firmato il loro impegno di preparazione alla Prima Comunione.
«Sarebbe stato ancora più bello se ci fosse stato il vostro parroco don Alfredo che, però, non può essere presente in questo momento e anche non ci fosse stata quest’epidemia che ci costringe a stare mascherati, a non vederci neanche in faccia e a stare anche distanziati. Ci auguriamo che, per quando farete la Prima comunione, questo sia tutto finito e quindi si possa fare una bella celebrazione qui in chiesa e una bella festa con le vostre famiglie, dopo aver ricevuto Gesù, che oggi noi tutti ricordiamo come il re dell’universo – ha spiegato don Biagio – Questa parola non è molto di moda in questo periodo e in quanto è un tempo storico ormai è stato superato; noi lo vediamo come una cosa antica, che non ha più senso. Allora dobbiamo capire che cosa vuol dire essere re per Gesù. Sappiamo che lui ha rifiutato più volte questo appellativo, dicendo che non è importante essere potenti, i potenti comandano, me istituì questa festa: era un periodo particolare della storia in cui dominavano le idee materialiste delle grandi dittature di quel tempo».
Al termine della celebrazione, grazie al supporto del gruppo Alpini, alla comunità sono stati distribuiti dei cartoncini con il nome di questi bambini, con l’impegno di pregare per loro in questa settimana.
«Sarebbe stato ancora più bello se ci fosse stato il vostro parroco don Alfredo che, però, non può essere presente in questo momento e anche non ci fosse stata quest’epidemia che ci costringe a stare mascherati, a non vederci neanche in faccia e a stare anche distanziati. Ci auguriamo che, per quando farete la Prima comunione, questo sia tutto finito e quindi si possa fare una bella celebrazione qui in chiesa e una bella festa con le vostre famiglie, dopo aver ricevuto Gesù, che oggi noi tutti ricordiamo come il re dell’universo – ha spiegato don Biagio – Questa parola non è molto di moda in questo periodo e in quanto è un tempo storico ormai è stato superato; noi lo vediamo come una cosa antica, che non ha più senso. Allora dobbiamo capire che cosa vuol dire essere re per Gesù. Sappiamo che lui ha rifiutato più volte questo appellativo, dicendo che non è importante essere potenti, i potenti comandano, me istituì questa festa: era un periodo particolare della storia in cui dominavano le idee materialiste delle grandi dittature di quel tempo».
Al termine della celebrazione, grazie al supporto del gruppo Alpini, alla comunità sono stati distribuiti dei cartoncini con il nome di questi bambini, con l’impegno di pregare per loro in questa settimana.
D.V.









