UNA STRAGE CAUSATA DALL’INQUINAMENTO

A novembre una notizia è passata sotto silenzio: la Corte di Giustizia Europea ha condannato l’Italia per violazione sistematica e continuata dei limiti sulla qualità dell’aria nel periodo 2008/2017, e per non avere approntato un piano di misure adeguate per la riduzione dei PM10 e PM2,5 soprattutto nelle zone più colpite dall’inquinamento, tra cui la pianura padana, invitando l’Italia a prendere da subito misure drastiche.
A oggi sono 25 le procedure di infrazione comminate al nostro paese: dalla tutela delle acque alla gestione dei rifiuti, dalla depurazione dei reflui alla salvaguardia degli habitat naturali, allo stoccaggio dei rifiuti radioattivi. L’infrazione, relativa all’aria, ci costerà una sanzione di 9 milioni e 920mila euro più una penale fino a 700 mila euro per ogni giorno di ritardo nel pagamento. Tutti soldi pubblici.
Ma non è tutto. In un periodo in cui tutti i media sono impegnati nella conta dei morti del Covid19 (finora c.a. 60.000) e sull’attenzione che ognuno di noi deve porre per evitare il contagi,  la nostra classe dirigente, politica ed economica, ignora volutamente la strage di cui nessuno parla: l’Italia è prima in Europa e undicesima al mondo per la morte prematura  di circa 81 mila persone all’anno. Moltissimi bambini e giovani si ammalano di vaie forme di tumore o soffrono di gravi patologie, ma a differenza delle immagini dei ricoverati in terapia intensiva per il coronavirus non vedremo spesso quelle dei reparti oncologici pieni di bambini, alcuni dei quali non avranno un futuro.
La causa dei decessi e delle gravi patologie sofferte dalla popolazione è l’inquinamento derivante dall’uso dei combustibili fossili usati per il riscaldamento e la mobilità pubblica e privata, l’incenerimento dei rifiuti anche per produrre calore, l’abbattimento massiccio del verde urbano ed extraurbano il consumo di suolo, la produzione industriale di beni non locali  e usa e getta, l’alimentazione con proteine animali.
L’UE ha fissato i limiti massimi di inquinanti: 40 microgrammi per metro cubo di aria/media annuale e 50 milligrammi per m3, media/giornaliera da non superare per 35 giorni in un anno. Il meratese, è  particolarmente colpito dall’inquinamento da polveri sottili, arrivando ai primi posti in Lombardia.  La centralina, sulla SP342 dir a Merate, misura infatti valori tra i più alti in pianura Padana, ad esempio 63 giorni di sforamento nel 2018, 36 nel 2019, 56 dall’inizio dell’anno, escluso dicembre, con una media di quasi 60 microgrammi e punte fino a 100 m3 per metro cubo il 27 novembre e 92 m3 il 28, contravvenendo alla legge per sforamenti sopra il limite di 50 microgrammi  per più di 35 giorni all’anno .E le istituzioni?  Tacciono.
Se parte dei fondi della UE fossero investiti per sostituire i combustibili fossili usati nelle abitazioni e nelle aziende rendendo per esempio  strutturale il bonus 110%; per ridurre il trasporto privato con l’incremento di treni, autobus e pulmini elettrici; per azzerare grandi opere inutili, per diminuire la produzione dei rifiuti e favorire il recupero delle materie prime; per risanare i territori e piantare milioni di alberi; per smantellare gli allevamenti intensivi, causa di sofferenze e di malattie per gli animali, trasmesse facilmente agli umani, allora potremmo ridurre di molto quel numero  tragico di morti che registriamo ogni anno. Basta volerlo.

Collettivo Terra!



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