«Mi sento offesa, delusa e dispiaciuta dalle parole del segretario comunale. Sono stata tirata in ballo gratuitamente a distanza di tre anni e senza una logica» sono state le parole di Michela Cavalli (sopra nella foto), ex dipendente comunale a Cernusco, ora responsabile dei settori Servizi Sociali, Istruzione, Personale, U.R.P. e Servizi Demografici presso il Comune di Lomagna, operante in gestione associata con il Comune di Osnago. Accanto a lei l’avvocato Massimo Tebaldi, dello Studio legale Notaro e Associati di Merate, che l’ha seguita già nel 2018.
Michela Cavalli, classe 1971, inizia il proprio lavoro presso il Comune di Cernusco nel 2010 come impiegata di livello C, quando è sindaco Sergio Bagnato. Dal 2011 gli subentra Giovanna De Capitani, affiancata dal segretario comunale Giovanni Balestra, già operante nei Comuni di Osnago, Lomagna e successivamente Montevecchia. Nel gennaio del 2018 la scelta del sindaco cernuschese di cambiare il segretario e così subentra la dottoressa Maria Antonietta Manfreda.
«Quei mesi sono coincisi con un periodo difficile della mia vita, tanto che da fine dicembre 2017 ai primi di febbraio 2018 mi sono dovuta assentare dal lavoro in modo continuativo per combattere un tumore – commenta la Cavalli – Dopo sedici chemioterapie sono rientrata al mio impiego e dopo un giorno avevo già ricevuto due provvedimenti disciplinari, senza che ci conoscessimo. Sono stati mesi difficili, di richiami e attacchi continui. Nonostante questo, per il quieto vivere, non mi sono mossa con i miei legali».
Ad ottobre dello stesso anno ha avuto la possibilità di partecipare a un concorso organizzato dalla Provincia di Lecco per la copertura di un posto di Istruttore amministrativo presso il Comune di Olginate; vincendolo, ha presentato pertanto le dimissioni e se ne è andata dal Comune di Cernusco.
«Era stata una mia scelta andarmene, in quanto non avevo ricevuto alcuna solidarietà, vista la mia malattia. Ho voluto cambiare pagina, per me, per il mio benessere fisico e mentale».
Nel 2020 si laurea, per la seconda volta, in Scienze dei servizi giuridici, partecipa e vince un altro concorso che la porta al Comune di Lomagna come Istruttore direttivo, livello D.

«Non voglio avere nella testa altri pensieri riguardo questa persona. Ora voglio pensare solo al mio nuovo lavoro che richiede parecchie energie. Dà forse fastidio a qualcuno? Io mi ero dimenticata di lei, per me fa parte del passato e spero che lei faccia altrettanto. Purtroppo, codice penale alla mano, può immaginare dove ora si arriverà – spiega la Cavalli – Non amo finire sulla stampa, ma questo intervento, credo, mi sia dovuto. Era una vicenda privata e tale doveva rimanere: non andava rivangata, all’interno poi di un contesto non pertinente e da lei dipinto in modo deprimente, per usare un suo termine. Non è certo colpa mia quello che è successo negli uffici del Comune di Cernusco in questi ultimi due anni. Lavoro ora in un Comune vicino, vivo a un chilometro da Cernusco, sinceramente tutto questo l’avremmo evitato».
Una forte amarezza e stupore nell’ascoltare il video di quel filmato durante il Consiglio comunale in cui la segretaria la nomina due volte, senza che nessuno la interrompesse.
«Da questa storia è emerso anche qualcosa di positivo – spiega la dottoressa Cavalli – Ho ricevuto immediata solidarietà da molte persone, da colleghi ed ex colleghi, dai Sindaci dei miei attuali Comuni e dai consiglieri comunali di minoranza di Cernusco, dal segretario comunale con cui lavoro ora. Peccato per l’astio che a quanto pare prova la dottoressa Manfreda ancora per me e mi chiedo perché. Io sono andata avanti e ho avuto le mie occasioni. Rivedere quel video è stato come scendere dalle nuvole e ritornare indietro di tre anni. Come mai mentre parlava per cinque minuti nessuno l’ha interrotta? Come mai ci sono dei volti sorridenti durante il suo intervento? Come mai nessuno, a parte i consiglieri di minoranza, si è dissociato in seduta stante? Ritengo offensivo essere stata nominata coi termini usati – conclude – fra l’altro in quel discorso denigratorio e svilente, dove parlava delle figure femminili che si sono avvicendate e altre persone che lavorano tuttora in Comune».
La vicenda quindi avrà ora un risvolto legale con denuncia penale per Maria Antonietta Manfreda.
D.V.
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