MERATE, IL PRIMO LIBRO DI LETIZIA DORINZI

Mamma impegnata che non rinuncia a sognare. E’ questo il ritratto di Letizia Dorinzi, moglie di Fabio Tamandi, consigliere comunale a Merate, che nonostante il suo lavoro e i tre figli ha perseguito il sogno di scrivere un libro.  Edito da Place Book Publishing per la collana di Aedi La verità è una cosa liquida l’ha impegnata in una serie di levatacce la mattina presto, unico momento tranquillo per poter scrivere.
Classe 1975, liceo linguistico e Laurea in Lingue all’Università di Bergamo, Letizia è tutta famiglia, scrittura e viaggi e da qualche anno ha aperto un blog per raccontare i posti visitati. Il suo modo vivace di raccontare luoghi e avventure è molto seguito dagli aspiranti viaggiatori.
L’abbiamo intervistata per conoscerla meglio.

Chi è Letizia?
Sono nata a Tradate ma vivo a Merate da quando avevo due anni. Di professione sono un mix di cose, principalmente traduttrice e copywriter per un sito di viaggi per famiglie con bambini. Da otto anni ho anche un blog, Incinqueconlavaligia, dove racconto i nostri viaggi in cinque: io e mio marito e i nostri tre figli di 14, 12 e 8 anni. Amanti dei viaggi on the road, soprattutto verso il Nord Europa, crediamo nel potere educativo del viaggio e crediamo che sia un bel modo per fare famiglia e creare ricordi indelebili.

Quale il viaggio del cuore e quello ancora da fare?
La maternità è stata una sorta di spartiacque. Il viaggio più bello prima di diventare mamma è stato quello in Australia e isole Fiji, un on the road di trentaquattro giorni indimenticabili. Come famiglia, il nostro viaggio più bello – e credo di parlare a nome di tutti – è stato quello in Lapponia in cui abbiamo conosciuto Babbo Natale. Ho tanti viaggi che vorrei fare ma sul podio della lista dei desideri ci sono la Namibia, l’Islanda e i parchi degli USA.

Come nasce il libro?
Da piccola sognavo di diventare come Joe March di Piccole Donne, ho sempre desiderato poter vivere di scrittura. E finalmente sono riuscita a realizzare il desiderio di scrivere il mio primo romanzo. La molla è scattata con un licenziamento per la chiusura forzata dell’ufficio di traduzioni in cui lavoravo da quasi vent’ anni. Mi sono detta “o adesso o mai più”. L’idea generale della trama l’avevo già un po’ in mente. Mi serviva solo il momento giusto. Ed è arrivato.

Come mai questo titolo un po’ originale?
Il titolo La verità è una cosa liquida è nato in un momento in cui mi sono trovata a dover difendere la mia verità che era stata travisata. Ho riflettuto sull’accaduto fino ad arrivare alla conclusione che, in fondo, non esiste una verità oggettiva, soprattutto quando si parla di eventi che segnano la propria esistenza. La verità è liquida perché si adatta al contenitore che la contiene, quindi a ogni persona. La mia verità è diversa da quella degli altri…

Quando è stato scritto?
Quando mi sono trovata senza il lavoro principale (scrivevo già per la rivista di viaggi, come secondo lavoro) ho deciso che era arrivato il momento di scrivere il libro. Ma i mesi passavano senza che il romanzo prendesse forma. Ho capito che non sarei mai riuscita a scrivere il mio libro con le ore che avevo a disposizione, così ho deciso di crearmele. Per quattro mesi mi sono svegliata ogni singolo giorno tra le 4 e le 5 del mattino, scrivendo per tre-quattro ore, rileggendo le pagine, cancellando e riscrivendo… Finché il libro è diventato realtà.

Qualche cenno sulla trama?
Il libro è incentrato sulla protagonista, Amelia, che si trova davanti a un dolore devastante per la perdita di un figlio e rivive i fantasmi del passato. Questo le fa capire che deve risistemare i suoi casini in ordine cronologico, imparando a perdonare e, soprattutto, a perdonarsi.

S.F.


 



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