Nell’articolo precedente sul lago di Sartirana (Dentro&Fuori del 20/11/2020) ne abbiamo inquadrato le caratteristiche fisiche e gli Organi che lo gestiscono o dovrebbero farlo.
Attualmente è in corso la procedura di Valutazione Ambientale Strategica (VAS) volta a rinviare il Piano decennale di Gestione. La società incaricata di elaborare tale Piano ha effettuato una disanima degli interventi effettuati negli ultimi cinquant’anni nel tentativo di attenuare la lenta agonia del lago destinato, pur nei secoli, ad interrarsi. L’analisi ha evidenziato un peggioramento dello stato ecologico del lago (Riserva naturale regionale) dovuto alle attività antropiche attorno al lago, quali urbanizzazione, agricoltura intensiva nell’alveo circostante, sversamenti dalla fogna, interventi impropri sul canneto circumlacuale ed immissione, negli anni ’70 di una carpa erbivora che ha eliminato la vegetazione acquatica del fondo. Interventi, questi ultimi decisi prescindendo dal Comitato Tecnico Scientifico, organo consultivo previsto dal Regolamento comunale di Gestione; ma si sa che in Italia la classe politica è refrattaria alla razionalità e le Amministrazioni comunali succedutesi non hanno seguito le regole che loro stesse si sono date.
Oltre alla flora, anche la fauna terrestre e acquatica si è impoverita; il fondamentale contenuto di ossigeno è soggetto a fluttuazioni che possono rivelarsi deleterie, come è successo nell’agosto 2020 con la morte di migliaia di pesci (ben 4 tonnellate); la causa di tale traumatica ipossia non è chiara.
L’ eradicazione impropria del canneto ne ha determinato, in gran parte, la trasformazione in boscaglia incidendo negativamente sull’habitat delle speci nidificanti e causandone la riduzione.
Proteste ha suscitato la decisione dell’Ente Gestore, ovvero il Comune di Merate, di applicare il Regolamento Comunale di Gestione della Riserva, chiudendone l’accesso alle persone, dall’1 aprile al 15 giugno, allo scopo di non disturbare la fauna nel periodo della riproduzione; tale chiusura, in passato, era disattesa. Risulta, peraltro, che non viene fatta rispettare!
Anche la misura della portata dell’effluente non viene effettuata cosicché non è possibile effettuare il bilancio idrogeologico e la valutazione del tempo di ricambio dell’acqua.
Fondamentale sarebbe attuare quanto previsto dai Piani di Gestione succedutisi e relativo alla sensibilizzazione dei cittadini volta al rispetto per un luogo estremamente delicato quale è il lago. Sensibilizzazione che deriva dalla conoscenza delle caratteristiche peculiari del luogo e delle specie viventi che vi abitano; ciò si dovrebbe perseguire cominciando dalle scuole primarie mediante un collegamento frale materie di studio e la conoscenza della geologia, della flora e della fauna della Riserva.
A tale scopo dovrebbe essere prodotto materiale illustrativo che preceda ed accompagni visite guidate sul posto; purtroppo ciò è stato realizzato solo in piccola parte.
Il redigendo Piano di Gestione prevede azioni volte ad alleviare la situazione di sofferenza (eutrofizzazione), cioè eccessiva presenza di sostanze fertilizzanti (fosforo e azoto) e, quindi, carenza di ossigeno delle acque del Lago. E’ prevista una sorta di immissario artificiale consistente nell’immettere acqua di falda nel lago, tramite apposita tubazione, al fine di aumentare il ricambio naturale.
Tale proposta è al vaglio della Regione, anche per eventuali finanziamenti
Riferimenti: sito del Comune di Merate: Piano integrato della Riserva Naturale del Lago di Sartirana
Collettivo TERRA!

