Sabato 8 maggio, nel giorno della Madonna del Rosario di Pompei, è venuta a mancare Angela Ranieri, che avrebbe compiuto 100 anni il prossimo 9 luglio. A darne il triste annuncio le figlie, i generi, i nipoti e gli otto pronipoti.
Nata nel 1921 negli Stati Uniti e rientrata in Italia a un anno dalla nascita, aveva vissuto per anni tra Davoli (Catanzaro) sul golfo di Squillace e Littoria (ora Latina); arrivò in Brianza nel ’46, si diplomò in Ragioneria a Lecco e lavorò alla Cassa di Risparmio di Milano. Rientrò a Davoli per sposarsi e poi ritornò in Brianza con il marito Luigi Guffanti, originario di Pagnano.
Fu il padre di Angela a emigrare negli Stati Uniti prima ancora di sposarsi per rincorrere il suo sogno, quello di aprire una sartoria per abiti femminili. Il senso della Patria lo fece rientrare in Italia per unirsi volontariamente all’esercito durante la guerra del 1915-1918. Tale gesto gli fece guadagnare la stima di famigliari e compaesani, ma gli costò l’amputazione di una gamba, per una grave ferita durante i combattimenti. Nonostante ciò, lui non si arrese: convolò a nozze e alcuni anni dopo il matrimonio partì di nuovo per gli Stati Uniti con la moglie e la prima figlia. Angela, la seconda, nascerà poco dopo il lungo viaggio in nave.
«Io, mia madre e mia sorella, siamo rientrate in Italia mentre mio padre è rimasto altri undici anni in America» ci aveva raccontato la signora Angela, aggiungendo che a quel tempo viveva a Littoria in una grande casa. «Durante l’ultima guerra, il Comune ci invitò a ospitare dei militari in servizio nella zona e da noi venne ad abitare il maresciallo pilota Riccardo Guffanti con la moglie e il figlio. Il mio matrimonio inizia purtroppo con il suo funerale – aggiunse – Suo fratello Luigi arrivò a Latina in quella triste occasione e dopo la sua partenza iniziammo una fitta corrispondenza».
Dopo il matrimonio del 1946 ritornò a Pagnano e fu l’inizio di una nuova vita. Luigi diventa capostazione e Angela pensa a fare la mamma con le tre figlie, Sofia, Anna ed Emilia, nella vecchia casa con un grande giardino rimasto nei ricordi delle ragazze.
Il trasloco nell’appartamento della stazione ferroviaria di Cernusco avvenne un anno prima del terribile incidente sulla linea Lecco-Milano, all’altezza del cavalcavia di Monza, che causò morti e feriti. «Ricordo che mio marito non riusciva a comunicare con Arcore. Si capiva che era successo qualcosa ma lui non mi disse nulla. Furono alcuni conoscenti che avevano figli o parenti su quel treno ad arrivare a chiedere informazioni…».
Per una strana coincidenza su quel treno viaggiava anche Antonio Conrater, che molti anni dopo sposerà Anna, seconda figlia dei coniugi Guffanti.
In Brianza, prima a Pagnano poi a Cernusco si era trovata bene ed era stata ben accolta, merito del suo carattere che ha saputo cogliere gli aspetti positivi di un paese e della sua gente, per costruire relazioni durature nel tempo.
«Viveva per noi nipoti e per i suoi otto pronipoti. Orgogliosa, ci mostrava il suo affetto, cucinando e poi chiamandoci per condividere le sue prelibatezze – è il ricordo dei suoi nipoti – Un altro ricordo per tutti noi sono le estati in Calabria, al mare, tra le giornate in spiaggia e i pranzi sempre pronti al nostro rientro. Una nonna che ha saputo costruire con la sua presenza costante un rapporto profondo fra tutti noi».
Le esequie saranno celebrate lunedì 10 maggio alle 10 in chiesa parrocchiale dove, mezz’ora prima, sarà recitato il rosario. La redazione si stringe attorno ai familiari.
D.V.



