L’attuale lista di Maggioranza del Colle modifica il proprio nome e annuncia il nuovo candidato sindaco: Montevecchia sempre insieme non vedrà come candidato, come preannunciato, Franco Carminati, ma Carmela Palella (sopra nella foto).
Nata a Messina nel 1966 e trasferita da bambina in Lombardia all’età di sette anni, ha vissuto sul lago di Como, a Moltrasio e poi a Montevecchia, dove vive da 27 anni, Carmela Palella lavora presso Poste Italiane da 25 anni, attualmente con incarico di responsabile presso l’ufficio di Monticello.
«La mia grande passione è il volontariato in particolare in ambito sportivo, prima con l’A.S. Montevecchia, poi ad Ambivere e ora come dirigente a Galbiate. Adoro lo sport, infatti pratico e insegno arti marziali da oltre 34 anni e con l’arco da diversi anni a livello agonistico».
L’idea principale del gruppo politico è di progettare una Montevecchia eco-sostenibile lontano da logiche speculative.
«Puntiamo su risparmio energetico, miglioramento dell’impianto urbanistico, proposte culturali, sportive e formative – spiega il capogruppo -Una Montevecchia come luogo del dialogo. Un bisogno essenziale, capace di costruire confronto civile nella ricchezza della diversità, in una società che si modifica. Un progetto rivolto ai più giovani, con lo sviluppo del “Campus”, che trova la propria realizzazione in una cornice unica nell’ area di via del Fontanile. Un impegno per la realizzazione di un centro civico, nell’area ex-pub, in cui i cittadini possano avere a disposizione i servizi come Poste, ambulatori medici e negozi, in un luogo che possa favorire e agevolare l’aggregazione e la socializzazione, con una particolare attenzione rivolta agli anziani».
L’obiettivo rimane lavorare per la comunità, confrontare esperienze e progetti, condividere principi e obiettivi.
«Eguaglianza e diritti restano una risorsa per una comunità “vera” che sa costruire reti con la realtà del territorio, dialoga con tutti, allunga lo sguardo oltre le difficoltà – aggiunge – dandosi un’anima e perseguendo obiettivi possibili e condivisi. L’abbiamo fatto negli ultimi difficilissimi cinque anni, sappiamo come continuare a farlo».
D.V.

