MONTEVECCHIA, SCAMBIO DI LETTERE MASCHERONI-PALELLA

Riceviamo e pubblichiamo lo scambio di lettere tra lo storico sindaco di Montevecchia Eugenio Mascheroni che si rivolge ai candidati di ‘Montevecchia Sempre Insieme’, compagine che candida alle prossime elezioni Carmela Palella (insieme sopra nella foto), che a sua volta replica al “Re del Colle”.

Cara Carmela,
Spesso la stampa si ricorda di me perché ho fatto sette mandati da quando Montevecchia è stata ricostituita, cui si aggiungono i due mandati di Carlina Brivio. Dopo il periodo di Carlina un grazie va anche alle due Giunte successive che hanno operato sempre sulla linea che anni fa ci eravamo dati.
L’Amministrazione uscente ha avuto il problema Covid che a giudizio di tutti ha affrontato benissimo con interventi puntuali, comunicazioni tempestive, consegna a casa dei cittadini fragili di alimenti, medicine e giornali ecc.
Un grande grazie a tutti coloro che si sono impegnati (sindaco, assessori, consiglieri, dipendenti comunali e volontari). Tuttavia, forse a causa dell’emergenza non sono state poste in atto più puntuali decisioni sul futuro di Montevecchia. Mi è spiaciuto che quest’ultima Amministrazione abbia perso la collaborazione di alcuni giovani per motivi diversi o per impegni personali.
Peccato perché dobbiamo sempre puntare sui giovani e trasferire loro le nostre conoscenze perché sono loro il futuro e saranno sempre loro le responsabilità di gestione della cosa pubblica.
Mi è spiaciuto soprattutto la perdita della collaborazione di Marco Panzeri, che si è messo in posizione critica rispetto alle proposte della Giunta.
Marco, anche per la professione che svolge, era ed è una risorsa importante per Montevecchia.
Ha sofferto nel suo compito di tante disposizioni di legge e che, soprattutto nella prima parte del mandato (Cottarelli docet), lo hanno costretto a tanti “no” ed hanno creato una oggettiva difficoltà di rapporti con Franco Carminati.
Mi è spiaciuto, ora che Franco si è trasferito a Milano, lasciando un paese di cui ne è sinceramente innamorato, che non abbiate trovato con Marco un punto d’incontro.
Sono convinto che Marco avrebbe gradito una lista unica anziché impostarne una propria. Ha desistito per non romper l’unità di intenti che abbiamo sempre avuto per il nostro paese.
Personalmente sono convinto che sia lui, che coloro che lo avrebbero sostenuto, siano comunque a disposizione di Montevecchia.
Alcune decisioni prese dall’Amministrazione uscente (o anche quelle non prese) non mi hanno convinto, anzi da cittadino di Montevecchia, non le ho condivise.
Comunque vi prego di guardare al passato, ma di operare sul futuro non solo per i prossimi cinque anni ma per l’avvenire di Montevecchia.
Il compito che dovete porvi come prioritario è quello di ricostituire la “famiglia di Montevecchia” e lo dovete fare parlando con la gente, facendo riunioni, sottoponendo problemi. Questa è stata la più importante “politica” applicata nel passato. L’aver vissuto tutti insieme, consiglieri e cittadini come una sola famiglia. Una volta chiesi a Carlina (allora vicesindaco) “perché non ti sei mai sposata?” la sua risposta fu: “Ho fatto, fin da giovane, e ancora faccio, mille cose per Montevecchia perché questa è la mia famiglia”.
Un ultimo suggerimento: non basta ricorrere a tutte le nuove forme di comunicazione legate al possesso di un cellulare e alla capacità di usarlo completamente. Grazie dell’attenzione e in bocca al lupo.

Eugenio

P.S. Ho avanzato la proposta di costituire una associazione di vecchi e nuovi montevecchini che abbia il compito di stimolo e proposta all’amministrazione che verrà eletta. Anche io do la mia disponibilità ma bisogna essere consapevoli che sono più vicino al Runchet de Pinola (fatevi spiegare da un vecchio montevecchino cosa significa), proseguo questo PS con una breve sintesi dell’operato che ha contraddistinto i nostri numerosi mandati.
In questi mandati la nostra squadra che si è arricchita di volta in volta di nuovi consiglieri, abbiamo costruito Montevecchia che al distacco da Cernusco era poco più di cinquanta cascine o frazioni distribuite sul territorio.
Abbiamo costruito una famiglia non solo di mamma e papà, ma di tutti i residenti.
Alle prime elezioni vivevano sparsi fra le frazioni; solo circa 1350 abitanti in 750 famiglie ed era in atto uno spopolamento continuo perché i giovani, dopo il periodo scolastico, lasciavano le cascine e si trasferivano nei comuni vicini più comodi ed attraenti.
Il “segreto” quindi è stato quello di sentirci tutti uniti, tutti innamorati del nostro paese e del nostro futuro. Pensate che la prima cosa che è stata fatta nel 1967 è stata una revisione al rialzo dell’imposta di famiglia!
L’Amministrazione comunale si è posta al centro di questa famiglia e ha proposto un piano degli interventi necessari. Siamo stati aiutati anche da tanti amici esterni (primo fra tutti l’architetto Elio Malvezzi di Monza) che ha steso il piano regolatore secondo le disposizioni discusse con i cittadini, ha steso senza alcun compenso il piano dei servizi e degli impianti necessari fra i quali la progettazione degli impianti sportivi della scuola elementare e materna. Al piano è seguita l’azione non solo del Comune ma di tutte le famiglie: Vi ricordo la scuola elementare, la scuola media consortile, la scuola materna, campi sportivi, la Casetta, la Casetta bis , l’acquedotto, la rete di distribuzione del gas, gli stimoli alla cooperativa, la Madonna del Carmelo per le nuove costruzioni seguite dal Geometra Marco Brivio, e che, per una norma che siamo riusciti ad inserire nel piano, (nella disattenzione della Regione) che riservava l’edificabilità ai residenti di Montevecchia, ai nati di Montevecchia e a chi avesse vissuto almeno vent’anni a Montevecchia ha consentito di arrestare lo spopolamento e la possibilità per i giovani di trovare casa a prezzi contenuti.
Va da sé che la giunta ha dovuto trovare i fondi necessari fra i diversi contributi statali, donazioni di privati, mutui, e altre “bizzarre” forme di contributi privati come la costituzione di due cooperative per la costruzione della scuola elementare e l’altra per la gestione della Casetta e con la creazione di gruppi di collaboratori esterni come ad
esempio il gruppo per il restauro del santuario, il gruppo per la pulizia dei boschi ed altre aree comunali, la scuola del “rete” ripresa da Carlina.
Dallo Stato abbiamo ottenuto di avere un ufficio postale, una farmacia (che poi con un bando fu affidata alla dottoressa Fantoni), la scuola materna statale, che dopo l’abbandono delle suore venne gestita da un’Associazione di genitori da noi costituita e gestita, sino all’ottenimento della materna statale. La famiglia di Montevecchia ha quindi realizzato tutto ciò guardando lontano e predisponendo le condizioni per la realizzazione dei programmi. In Comune i rapporti con la minoranza sono sempre stati, pur nella normale dialettica, collaborativi.
Penso ancora a un Consiglio comunale (l’ultimo prima di nuove elezioni) dove l’opposizione disse che mentre normalmente l’opposizione non vota o vota contro il bilancio, questa volta lo avrebbero approvato come segnale ai cittadini di come potevano sentirsi orgogliosi di come era rinata Montevecchia che era diventata un punto di riferimento fra tutti i Comuni circonvicini.
Ora Montevecchia è cambiata, vi sono 1350 famiglie e 2650 cittadini. Molti di quelli che hanno collaborato per questo comune lavoro ci hanno lasciati (ne è purtroppo prova l’ampliamento del cimitero che abbiamo dovuto realizzare). A tutti loro deve andare il nostro grazie, un grazie che viene dal cuore. Grazie anche a coloro che secondo le previsioni del PRG (ora PGT nella nuova versione) hanno potuto avere casa in Montevecchia dove si sono trasferiti. Ora sono cittadini di Montevecchia e sono certo anche loro sono pronti a collaborare.

-.-.-.-

Carissimo Eugenio,
Ho ricevuto la tua lettera di sostegno e sarebbe per me ancora più facile ringraziarti se potessi rivolgermi al dottor Mascheroni, in modo da rendere ancora più esplicitare e formale la stima che ho per la persona e per il suo operato in favore di Montevecchia.
Mi hai trasmesso quel senso di vicinanza e di condivisione, quell’invito a considerare i nostri concittadini una famiglia, e quindi sono molto contenta della famigliarità che mi consente di chiamarti Eugenio.
Trasmetterò nel breve il tuo testo ai miei candidati e sono certo che anche loro apprezzeranno i tuoi suggerimenti.
Non svelerò l’interpretazione della frase sibillina in modo che anche loro possano trovare un anziano che possa spiegargliela.
E’ un modo per attivare una più stretta relazione tra anziani e giovani, tra montevecchini DOC e montevecchini di nuova leva. Ancora grazie…

Carmela



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