Sesto appuntamento con il forum di D&F in vista delle elezioni amministrative di Cernusco; Salvatore Krassowski, Giovanni Pelle e Giovanni Zardoni dicono quali sono secondo loro le prime tre necessità di cui il prossimo sindaco di Cernusco dovrà occuparsi.
Interviene amareggiato Krassowski sulla campagna elettorale in corso e ne spiega i motivi.
«Mi preme evidenziare un aspetto di questa campagna elettorale. Se esaminiamo le iniziative dei componenti la Giunta in carica, a mio parere essi starebbero violando la disposizione (articolo 9 della legge 28/2000 e s. m. i.) poiché sia diretta che indirettamente sostengono una lista. Violazione del divieto di comunicazioni istituzionali. Si sarebbero dovuti astenere dal momento che non si sono ricandidati. È una regola importante sostanziale e non formale. Mai successo in passato – precisa l’ex assessore al Bilancio e vicesindaco cernuschese – Fatta questa debita premessa, mi chiedono cosa hanno in mente i candidati, quali importanti iniziative metteranno in campo nei primi 100 giorni ovvero quali saranno le prime tre iniziative della futura maggioranza… Vorrei suggerire qualche esempio. Primo prendere contatti con il proprietario dell’ex area serre per trattare la sopravvivenza dei pioppi di via sant’Ambrogio. Secondo, avviare un percorso di attuazione di abbattimento delle barriere architettoniche. Terzo elaborare un progetto di riqualificazione del parco di piazza della Vittoria. In realtà queste cose si possono fare in molto meno di cento giorni».
«Confesso che questa volta mi sento in forte difficoltà ad assolvere al compito assegnato – ammette Pelle – Sono infatti convinto che, se la stessa domanda fosse rivolta a ciascun cittadino, avremmo altrettante risposte differenti. Mi attengo dunque rigorosamente ai programmi depositati in Comune e non alla loro presentazione propagandistica. Naturalmente, siccome le idee camminano sulle gambe delle persone, si spera passando per la testa, devo considerare anche la composizione delle liste. Quando ciascuno di noi si cimenta in un lavoro, un’impresa o una sfida deve possedere, quanto meno, capacità, attitudine e convinzione necessarie. Amministrare un Comune, seppur piccolo come il nostro, è un’impresa, di grande onore, che a me farebbe tremare i polsi. Le due liste sono preparate per questo? È stato possibile dispiegare tutte le risorse umane e le intelligenze che nel nostro paese abbondano? I cittadini risponderanno. Nei programmi non intravvedo delle “idee-forza” che consentano una priorità cronologica. Per fortuna non parliamo di un paese “alla deriva”. Il filo comune che riesco a intravvedere è la “transizione ecologica”, coniugata poi in modi sostanzialmente simili. Ma ancora più rilevante mi sembra emergere un tema: la partecipazione. Ecco, per rispondere alla domanda direi: ci si occupi di questo. Il resto, almeno agli esordi, sarà ordinaria amministrazione, per chi ne avrà la capacità. Se avessi un pizzico di “potere” che non ho e non chiedo, comincerei a convocare, uno a uno, il migliaio di firmatari di La vittoria del parco per capire, al di là di ideologismi, quali siano le proposte. Inoltre mi impegnerei molto, molto di più a conoscere il PNRR e le opportunità insite al suo interno. Infine andrei a scoprire cosa significa Olimpiadi invernali 2026. La Regione ha stanziato poco meno di 575 milioni euro per il potenziamento infrastrutturale e il miglioramento della mobilità di accesso. Per andare in Valtellina – conclude Pelle – Credo si passi anche da Cernusco!».
« Le prime tre tematiche sulle quali, a mio parere, il nuovo sindaco e la sua Giunta si dovranno confrontare saranno le seguenti – spiega Zardoni – La prima è sicuramente la questione del personale e della scelta del nuovo segretario comunale, che in municipio è anche il “Direttore del personale”. Tra l’autunno e la prossima primavera, ben tre dipendenti “apicali” andranno in pensione (responsabili del servizio ragioneria e dell’ufficio tecnico e referente dell’ufficio tributi) e la loro sostituzione rappresenterà senz’altro un’urgenza per la nuova amministrazione, ma anche una occasione per rivedere l’organizzazione degli uffici, dopo attente valutazioni: una immediata “patata bollente” (di cui non si sta praticamente parlando in campagna elettorale forse perché vista come una vicenda meramente “interna al palazzo”) che ci si troverà tra le mani. La seconda è la ormai famosa questione “dei bitumi”. La procedura della “Variante n. 2/2020” al Piano di Governo del Territorio, che ha eliminato la possibilità di insediare la produzione di bitumi in località Andegardo, non è ancora conclusa. Fatta l’adozione, è stato in questi giorni pubblicato l’avviso di avvenuto deposito, con possibilità di presentare eventuali osservazioni entro il 20 novembre. Pertanto la nuova Amministrazione dovrà restare molto ferma sull’argomento, “cassare” eventuali osservazioni che chiedano il ripristino di tale produzione e, nel peggiore dei casi, resistere ad eventuali ricorsi al TAR post completamento della variante urbanistica. La terza tematica tocca tutti i cittadini. Il nostro paese appare in alcune zone piuttosto trascurato, con manutenzioni stradali e del verde scarse, con decoro non sempre ineccepibile. Si potrebbe varare un “pacchetto piccole opere” per andare a sistemare annose situazioni ben note ma mai risolte. Inoltre – conclude Giovanni Zardoni – c’è da ampliare la videosorveglianza; capire la situazione della procedura sovraccomunale di conversione dell’illuminazione pubblica a led di cui si sono perse le tracce».
D.V.

