ALBERI IN RETE

Il detto nessun uomo è un’isola non si applica solo al genere umano ma anche agli alberi. Sia che si tratti di un bosco, una foresta, un filare d’alberi, un parco, un giardino, un frutteto, ogni albero non è un individuo isolato, ma è collegato a tutti gli altri vicini da una rete sotterrane a che lega le radici di ognuno.
Come insegna lo studioso di neurobiologia vegetale Stefano Mancuso, gli alberi sono creature intelligenti, capaci di comunicare tra loro per scambiarsi risorse e informazioni anche a grandi distanze.
È nel sottosuolo a livello radicale che tutto ciò avviene, tramite l’intervento di batteri, microrganismi e funghi, i quali non sono in grado di svolgere la fotosintesi, per cui hanno bisogno delle piante; in compenso sono efficienti nel colonizzare il terreno con il loro micelio. Per questo scambiano acqua, minerali e altre sostanze chimiche con gli alberi in cambio degli zuccheri e del carbonio frutto della fotosintesi. Alcuni tipi di funghi, sviluppano nel sottosuolo una rete di 100 km di collegamenti (nello spazio che un uomo compie in un solo passo). Sono le piante di maggiori dimensioni – per questo detti alberi hub o alberi madre – a fungere da snodi che mantengono un numero molto elevato di connessioni tra individui di specie diverse.
L’ ultima ricerca di un gruppo di lavoro composto da scienziati svizzeri e statunitensi ha portato per la prima volta alla mappatura di questo intricato network ed evidenziato che le peculiarità di funghi e microrganismi in simbiosi con le radici degli alberi determinano la capacità di quegli alberi stessi di accedere ai nutrienti limitati presenti nell’atmosfera o nel suolo, di sequestrare anidride carbonica e di resistere agli effetti dell’emergenza climatica.
L’esistenza di un network vivente di connessioni tra gli alberi nelle foreste è stata riscontrata per la prima volta una decina di anni fa a un gruppo di scienziati guidati dall’ecologa canadese Suzanne Simard, che hanno messo in evidenza la grande somiglianza tra questo wood wide web – come è stato ribattezzato – e la rete internet, dando un’idea della sua complessità.
Le ricerche a livello mondiale si sono intensificate e hanno portato nel 2015 alla mappatura della  distribuzione degli alberi sul pianeta (circa tre trilioni) e anche alla mappatura dei  collegamenti di questa rete sotterranea di connessioni tra gli alberi. Altro aspetto interessante messo in evidenza dalle ricercatrici dell’Università di Pisa e del Cnr (Manuela Giovannetti, Alessandra Pepe e Cristina Sbrana) è la scoperta che la vita di questa rete sotterranea è slegata dalla vita della pianta di riferimento: anche dopo mesi dall’abbattimento di un albero la rete continua a vivere e può stabilire nuove connessioni. Le scienziate italiane hanno contribuito così a portare alla luce alcune importanti funzionalità della rete fungina nel sottosuolo, conoscenze utili per il mantenimento della fertilità biologica del suolo.
Con questo articolo, scritto a distanza di un anno dal primo prodotto dal nostro Collettivo e pubblicato su Dentro&Fuori, salutiamo tutti i numerosi lettori che ci hanno seguito, prima settimanalmente e poi ogni due venerdì. Ringraziamo la redazione di questo giornale, che ci ha gentilmente ospitato nel giornale,  che riteniamo uno strumento utile e prezioso per l’informazione del nostro territorio. Un caro saluto a tutti!

Collettivo Terra!



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