Giuseppe Bonanomi, tecnico di infrastrutture ora in pensione, residente in via Stoppani 9 a Cernusco, dopo anni di mail all’Amministrazione comunale e mancate risposte tiene a ribadire pubblicamente anche la situazione del tratto di via, dove abita debba essere migliorato per ragioni di sicurezza.
«Neanche dopo l’articolo dello scorso giugno sul vostro mensile ho ricevuto una risposta. Repetuta iuvant» sottolinea.
Nel raccontarci ci mostra le sue segnalazioni inviate per mail negli anni 2009, 2011, 2012, 2013, 2014, 2016 (scritta dalla figlia al sindaco ndr) e 2020 a cui ha fatto seguito un incontro in Comune con l’Amministrazione.
«Un incontro che non ha portato a nulla, perché nulla è stato fatto e certamente non per causa dell’emergenza sanitaria, visti gli altri lavori che sono stati fatti in questi anni in paese» spiega Bonanomi.
Tutto ha avuto inizio con i lavori del raddoppio ferroviario nel 2009.
«In quanto esperto nel settore e responsabile di opere importanti eseguite o dirette come project manager in tutta Italia, posso dire che i lavori svolti attorno alla stazione sono stati un disastro: barriere colorate tutt’altro che fono assorbenti, sottopasso con curvatura non in sicurezza».
Hanno fatto seguito dei lavori di rifacimento dell’intera via Stoppani, levando l’intera barriera di pini sempre verdi per fare spazio a delle essenze autoctone a foglia caduca.
«Quelle conifere pluriennali non andavano abbattute, erano già loro una barriera; ma se nel tratto a nord sono stai collocati cartelli di velocità, strisce pedonali presso i parcheggi, nel tratto a sud tutto questo non c’è e questo è stato l’oggetto principale delle mie richieste in Comune, senza avere mai avuto un responso concreto. Di fronte a casa mia ci sono tre parcheggi a disco orario di tre ore senza alcuna striscia pedonale per attraversare; posso garantirvi che in orario di punta la mattina le macchine qua sfrecciano per raggiungere il parcheggio della stazione – prosegue Bonanomi – Non c’è traccia di un dissuasore della velocità, nulla! Le auto che sfrecciano sono numerose e ogni giorno si assiste a una serie di sorpassi a velocità molto pericolose. Come avevo suggerito nel 2009 al tecnico comunale, si poteva realizzare l’accesso al parcheggio della stazione con una corsia d’ingresso e di collegamento al sottopasso e una corsia d’uscita per le varie destinazioni, per cui lo spazio c’era. Per di più, quando piove, tutta l’acqua che arriva dalla discesa di via Carlo Porta finisce nel compluvio esistente di fronte a casa mia, perché manca una griglia che filtra il grosso dell’acqua: i tombini sono intasati non bastano. (Lo si può vedere anche in questi giorni vicino San Dionigi). Tutto segnalato e mi era stato promesso un sopralluogo, ma prima mi dicono che mancano i fondi, poi che ci avrebbero pensato… Questo quando ancora i tempi erano indenni rispetto alla pandemia del 2020. Risultato? Quello che da mesi vediamo. Per di più – conclude – di fronte a casa un reliquato con brughiera incolta in questo campo lasciato a sé stesso; anche se è di un privato, bisogna fare qualcosa e intervenire…».
Diversi alberi cresciuti naturalmente, erbe ovunque invadono ormai da anni il campo situato tra il parcheggio della stazione e la chiesetta di san Dionigi. Se non si interviene, tra qualche anno diventerà un vero e proprio bosco selvaggio.
D.V.








