OSNAGO, CELEBRAZIONE E RICORDO DEL 4 NOVEMBRE

Domenica 7 novembre l’Amministrazione comunale di Osnago ha reso omaggio ai caduti di tutte le guerre, percorrendo le vie del paese per ricordare il sacrificio delle vittime che ha portato all’unificazione del nostro Paese e a quello dell’Europa.  Alle 8.45 presso la sede del gruppo Alpini, che hanno collaborato alla manifestazione, si è tenuto l’alzabandiera.

Il maresciallo aiutante Gabriel Del Biondo ha ordinato l’alzabandiera eseguita alla tromba dall’appuntato scelto Sandro Sebastiano Morabito, e subito dopo il corpo musicale Osnago e Lomagna ha eseguito l’Inno Nazionale. La Polizia locale ha guidato il corteo verso via 4 Novembre, dove è stata deposta la corona davanti al monumento  ai Caduti. In suffragio di tutte le persone decedute durante tutte le guerre, presso la chiesa parrocchiale, è stata celebrata la Santa Messa presieduta da don Lorenzo Maggioni, il quale durante l’omelia si è soffermato sull’importanza di una gestione corretta del potere da parte di coloro che fanno parte dei corpi dello stato, in modo da creare la strada che porti alla pace e non alla fomentazione.
«Giustizia sociale e capacità di occuparsi anche dei più deboli deve essere al primo posto nella società» ha ribadito, ricordando anche la figura del parroco don Costantino Prina, di cui proprio nella giornata del 7 ricorrere il trigesimo dalla sua scomparsa.
Sempre Morabito ha eseguito il brano Il silenzio d’ordinanza, dopo la lettura della Preghiera dell’Alpino, a conclusione della celebrazione. Diverse persone  si sono poi unite al corteo che ha raggiunto il cimitero, dove è avvenuta un’altra deposizione della corona da parte degli Alpini, presso la cappella comunale, all’interno della quale è possibile trovare anche le targhe con i nominativi dei militi ignoti di Osnago. All’angolo di via Trento e via Pinamonte si sono tenuti i discorsi ufficiali.
Il sindaco Paolo Brivio dopo aver ringraziato la Polizia locale, il gruppo alpini, il corpo dei finanzieri, il corpo musicale Osnago Lomagna, l’associazione Archè, don Lorenzo, il gruppo degli anta e tutti coloro che hanno reso possibile lo svolgimento di questa manifestazione, si è rivolto a tutti i presenti, spiegando l’importanza della ricorrenza di questa giornata.
«L’unità Europea è il completamento delle identità nazionali, tante lingue, tante bandiere unite. Tre sono i punti che voglio citare e che caratterizzano questa giornata di memoria. La storia del milite ignoto, a cui è dedicata la mostra in sala civica, la via Trento dedicata a quella città tra le più coinvolte nella grande guerra e la panchina blu, che oggi diventa simbolo di quell’Europea del futuro» ha detto in un passaggio del discorso il primo cittadino che poi ha passato la parola Debora Striani, portavoce del progetto della Panchina Blu.
La Striani, che fa parte della gioventù federalista europea, movimento che agisce con la visione della pace e della democrazia internazionale ha spiegato il significato della panchina come simbolo di inclusione sociale in quanto su di essa tutti possono sedersi.
«La panchina è per tutti, la panchina non fa discriminazioni e si sta diffondendo in diverse città del nostro territorio e in tutta Italia» ringraziando l’Amministrazione osnaghese per aver accettato questo progetto e in modo particolare Federico Dusi, capogruppo di Progetto Osnago, per aver sostenuto l’iniziativa ha invitato tutti a sostare sulla panchina e far memoria dell’importanza di essere cittadini europei.

             S.B.



Mobile Sliding Menu

© Copyright 2026 Dentro&Fuori - Privacy Policy
Visite