Domenica 26 dicembre, in occasione della festa patronale di Santo Stefano, la solenne messa delle 11 nella parrocchia di Osnago è stata celebrata da don Piero Cecchi, parroco a Osnago per 15 anni fino al 1996, e da padre Luigi Morell, missionario originario di Osnago, che hanno festeggiato rispettivamente i 60 e i 50 anni di ordinazione sacerdotale. La Messa è stata concelebrata dal vicario episcopale per la zona di Lecco, monsignor Maurizio Rolla, don Fabio Biancaniello, decano del decanato di Merate, che ha introdotto la celebrazione, don Lorenzo Maggioni, monsignor Luigi Manganini, don Tommaso Giannuzzi e padre Daniele Ponzoni.
Dopo la tradizionale accensione, al terzo tentativo, del pallone, posto sopra l’altare toccata quest’anno a don Piero, ha avuto inizio la partecipata celebrazione animata dal coro parrocchiale, in cui più volte è stato ricordato il defunto don Costantino Prina.
Durante l’omelia, padre Morell ha dapprima ricordato le origini della tradizione dell’accensione del pallone in onore del martire e poi commentato la prima lettura e il vangelo del giorno. Ha ricordato come l’accoglienza del Vangelo sia entrata gradualmente nella cultura e sia divenuto parte della vita quotidiana e si compenetri con essa, così come lo è stato anche per il martire Stefano e il convertito San Paolo, che hanno entrambi sperimentato in modo diverso la presenza di Cristo nella propria vita. Padre Morell ha poi ringraziato per i propri 50 anni di ordinazione sacerdotale e ha ricordato in modo commosso don Costantino, ordinato sacerdote insieme a lui il suo stesso giorno.
Dopo le comunioni don Cecchi ha voluto ringraziare per il dono di aver festeggiato i suoi 85 anni e i suoi 60 anni di ordinazione sacerdotale, di cui 15 spesi a Osnago.
Il sacerdote ha poi ricordato tre Osnago: quella degli anni ’80 come paese buono in cui c’erano scintille di vangelo sia tra i credenti sia tra i non credenti o i non praticanti, una comunità generosa, alla ricerca di una crescita, attenta alla parola del Signore; la Osnago del cielo, dei defunti in tutti questi anni, di cui ha citato, in rappresentanza di tutti, la sua mamma, don Marco Ferrari e don Costantino, che deve continuare a vegliare sulla comunità; la Osnago del futuro per cui ha desiderato che l’amore di Santo Stefano continui a essere presente, che Osnago sia sempre una comunità aperta, che sa testimoniare e vedere il bene anche più nascosto in ogni situazione di vita, e animata dal desiderio culturale.
La celebrazione si è poi conclusa con i ringraziamenti e gli auguri di don Fabio ai festeggiati e alla comunità.
V.S.




















