L’Amministrazione comunale di Osnago intende portare avanti l’idea di traslocare l’asilo nido presso la scuola materna di via Donizetti in modo da creare un polo unico dell’infanzia. E’ stato lo stesso sindaco di Osnago Paolo Brivio a dichiararlo durante il Consiglio comunale del 29 dicembre.
Durante l’Assise è stata approvata la scelta di acquisire due terreni, uno della parrocchia, con spesa del primo mappale prevista a Bilancio del 2021. Si aprirà poi la possibilità di aderire al PNRR o partecipare a dei bandi statali e regionali per poter concretizzare la realizzazione di questo polo.
Felice Rocca, per cinque anni assessore all’Istruzione, ha ribadito l’importanza di questa scelta per cui si è lavorato con l’equipe educativa 0-6 anni con numerosi interventi che hanno portato a oggi ad avere il Nido completamente saturo così come la sezione primavera della scuola dell’infanzia.
«Credo che questa nuova struttura porti una crescita maggiore della qualità del nostro sistema educativo» ha aggiunto Rocca.
Anche Tullia Ascari, assessore all’Istruzione in carica, ha ribadito l’importanza di poter migliorare l’offerta formativa in una fascia d’età.
«E’ importante questa scelta, ma perché l’avete portata in Consiglio solo il 29 dicembre? Inoltre mi chiedo se si conosca il vero significato di polo dell’infanzia, soprattutto dove una struttura è statale e l’altra no. Non si tratta di una mera costruzione di un edificio accanto all’altro. E soprattutto il CdA della scuola dell’infanzia, di cui faccio parte, ha approvato questo aspetto? In questi anni quanti sono state le richieste negli ultimi dieci anni? Non ho ancora ricevuto risposta» ha controbattuto il capogruppo di maggioranza Marco Riva.
«Si è perso del tempo a causa delle note e tristi vicende di ottobre in parrocchia – ha replicato il sindaco – La vicinanza fisica in un polo unico non è un obbligo, ma aiuta. I dati sono stati chiesti ieri pomeriggio nonostante il largo preavviso sulla data di questo dibattito. Ribadisco la situazione di saturazione dei posti del nido di Osnago e ora ci proponiamo di realizzare una struttura migliore con una capienza ancora da ridefinire, ma di poco superiore a quella attuale».
«Il Cda si è espresso in modo favorevole lo scorso marzo durante un incontro con sindaco e assessore in sala civica» ha voluto precisare Rocca.
«Tante parole ho letto e sentito, ma perché non ci sono uno studio di fattibilità, un progetto per questo polo? Perché non lo presentate alla comunità prima di farlo in Consiglio? Temo che avvenga la stessa cosa con la Cassinetta, ora decadente e abbandonata – ha ribadito Riva – E’ il caso di correre ora? E’ corretto che un parroco protempore dia l’ok per un progetto straordinario? Non è meglio aspettare la valutazione del nuovo parroco?».
«La decisione spetta alla Curia di Milano, organismo competente, e noi ci siamo affidati al loro parere. Inoltre non vogliamo perdere il “treno” del PNRR per avere dei finanziamenti che possa evitare all’Amministrazione di spendere soldi suoi. Il progetto non c’è perché, a oggi, non siamo proprietari dell’area. Non abbiamo titolo per farlo».
«Non toccherei quella parte di verde presente preziosa per una scuola per costruire un nuovo edificio – ha commentato il consigliere minoranza Emanuela Corno – Non è possibile ricavare l’area del futuro nido all’interno dell’asilo e sfruttare l’area verde all’esterno?».

Il sindaco ha ribadito che il rapporto spazi verdi e interni rispetterebbe le direttive ministeriali e che l’idea della Corno era stato presa in considerazione, ma non è fattibile per questioni di sicurezza e logistiche.
«Altri metri cubi di cemento in una delle poche zone con del verde – ha rincarato la dose – Vittorio Bonanomi – E’ un documento con un’approvazione ufficiosa da parte della Curia e sinceramente non riesco a capire se uno studio di fattibilità c’è o no, visto che si è affermato che sia meglio costruire piuttosto che ristrutturare. Nessun privato ragionerebbe così: prima comprando e poi valutando come intervenire perché poi si rischia di impegnare soldi pubblici. A mio parere questo è assurdo, una mera questione ideologica come avvenuto in passato con altre strutture: il bosco urbano, il carillon in via Lennon, la fontana poi chiusa e la Cassinetta.».
«Si tratta di una chiara convinzione politica. Ci atteniamo a quanto ci ha detto e ci darà la Curia» ha ribadito il primo cittadino.
«Ma c’è stato un confronto con gli altri Comuni limitrofi in merito alla richiesta dei nidi?» ha chiesto infine Riva.
Non avendo i termini per poter deliberare Orgoglio Osnago ha votato contro, mentre la maggioranza all’unanimità si è dichiarata convintamente favorevole.
D.V.

