OSNAGO, LA COMUNITÀ ACCOGLIE DON ALESSANDRO FUSETTI

In un periodo pandemico non certo facile e dopo la scomparsa di don Costantino Prina, domenica 16 gennaio la comunità osnaghese ha accolto, in particolare con i bambini, i ragazzi e gli adolescenti, alla Messa delle 11, don Alessandro Fusetti, accompagnato dai suoi familiari.
La celebrazione, data la limitata capienza della chiesa nel rispetto delle normative antiCovid, è stata seguita da alcuni parrocchiani nel giardino parrocchiale ed è stata trasmessa sul canale Youtube della parrocchia.
Don Alessandro, dopo aver lasciato il suo ultimo incarico di vicario parrocchiale presso la comunità pastorale di Brugherio, ha iniziato dal 10 gennaio a svolgere il suo incarico di amministratore parrocchiale della comunità osnaghese e in primavera, dopo aver prestato giuramento davanti al vescovo, farà poi il suo ingresso ufficiale con Messa solenne come parroco.
Durante l’omelia il sacerdote ha ripreso il Vangelo del giorno delle nozze di Cana, augurando a tutti di poter assaggiare insieme il sapore del vino buono contenuto nelle sei giare citate in modo che questo si riversi nella vita e rinnovi il modo di stare al mondo di ognuno.
Si è così rivolto a tutti i presenti, con un pensiero anche nei confronti di don Costantino: «In questa domenica assaggiamo anche noi il vino buono, ovvero: la passione che tanta gente mette negli oratori, nelle scuole e nei centri parrocchiali e la generosità e la dedizione che molti mettono nel fare il bene e nel farlo bene, nel regalare gesti di cura concreta verso le persone; la fede, la speranza, la carità che don Costantino ha testimoniato a tutti voi, e attraverso di voi a me, anche nei momenti più complicati e difficili della sua vita; la tenacia con cui le mamme e i papà edificano il cuore dei loro figli; il coraggio con cui i giovani cercano di edificare un mondo nuovo, bello, pieno di sapore; la sapienza dei nonni e degli anziani; la bellezza di Gesù, della sua mitezza, della sua giustizia, della sua verità, del suo coraggio, della sua tenerezza, della sua delicatezza, della sua forza, della sua Parola, dei suoi occhi, della sua bocca, delle sue mani. Il sapore di Gesù – conclude – è diverso da tutti gli altri e deve sempre allietare la nostra vita».
All’offertorio è stato donato a don Alessandro un piccolo album contenente le foto e i nomi dei collaboratori parrocchiali e al termine della celebrazione ha ringraziato le persone che hanno preparato la celebrazione, tutte le persone incontrate in questi primi giorni per il senso di ospitalità e di accoglienza che tutti hanno riservato a lui e ai suoi familiari e ha salutato in modo particolare i bambini, i ragazzi e gli adolescenti presenti che hanno partecipato alla messa, animata da una parte del coretto parrocchiale.
L’accoglienza di don Alessandro è poi proseguita nel pomeriggio presso il Centro parrocchiale, nel rispetto delle normative anticovid, attraverso un altro momento di incontro e gioco dedicato ai bambini e ai ragazzi.
V.S. e S.B.


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