CERNUSCO, APPUNTAMENTO ONLINE CON PAOLA VITA FINZI

Giovedì 27 gennaio si è tenuto l’incontro online organizzato dall’Amministrazione comunale di Cernusco e la scuola primaria Gianni Rodari, per il giorno della memoria; ad aprire le parole del sindaco Gennaro Toto, che rivolgendosi ai ragazzi, ha sottolineato il dovere di non dimenticare  e non dimenticare significa ricordare un verbo che contiene la parola cuore e coraggio. Cuore e coraggio per poter evitare ogni forma di violenza e discriminazione.
Il bisogno di contrastare l’indifferenza è ciò che spinge Paola Vita Finzi, nata a Milano nel 1932, a continuare a rendere testimonianza di ciò che è stata la Shoah con tutti i suoi orrori. Come una nonna che parla ai suoi nipoti, Paola ha raccontato ciò che lei ha vissuto quando all’età di sei anni aspettava di iniziare la scuola pubblica del suo quartiere, come avevano fatto i suoi due fratelli più grandi, ma le leggi razziali del  settembre 1938  l’hanno impedito. Ricorda il dolore dei suoi fratelli che da una giorno all’altro hanno perso gli amici e sono diventati per i compagni degli invisibili. Ricorda la scuola di via della Spiga organizzata dal Comune e dalla Comunità ebraica affinché i bambini ebrei potessero continuare a studiare, ma con lezioni pomeridiane separati dagli altri che avevano lezione la mattina. Ricorda l’entrata in guerra dell’Italia nel 1940, i bombardamenti del 1943 e l’inizio delle peregrinazioni per sfuggire a questi e ai rastrellamenti dei nazisti e dei fascisti.
Sempre con tono pacato e tranquillo, parla della perdita della possibilità di insegnare, di esercitare una professione, di condurre un’attività commerciale da parte degli adulti della sua famiglia e della cerchia della conoscenze dei suoi genitori entrambi antifascisti.
Non fa pesare il dolore, le fatiche, le paure, le rinunce ma te le fa sentire, vivere come se fossero le tue.  Il ricordo di tutte le persone che non ce l’hanno fatta, che non sono ritornate, la porta a parlare dei bambini con cui giocava, dei compagni di scuola che non ha più rivisto.
Molto toccante il ricordo di due famiglie amiche della sua, che sono finite nei campi di concentramento o morte perché tradite mentre cercavano di raggiungere la Svizzera per mettersi in salvo. Allora per ogni ebreo denunciato vi era un premio di 5000 lire (il valore dell’acquisto di un appartamento).
Del passato dice ci hanno tolto la libertà e del presente ricordare è fare in modo che non si ripeta.
Guardando al presente, a quello che oggi succede nel mondo, alle tante persone che soffrono per guerre, persecuzioni, fame e affrontano viaggi spaventosi per cercare per i figli e per sé una possibilità di vita, Paola ci ricorda che siamo tutti uguali e le persone vanno rispettate per quello che sono. Dobbiamo evitare l’indifferenza, aiutare e far sì che il mondo sia migliore.
Al termine del collegamento l’assessore all’Istruzione Pietro Santoro ha sottolineato come le parole di Paola Vita Finzi siano un testimone della memoria che, appena sarà possibile con i ragazzi delle classi quinte, verrà consegnato al futuro con la visita al Binario 21 .

L.R.



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